Al Tavolo nazionale del settore Moda, i ministri Adolfo Urso e Sébastien Martin hanno rilanciato la cooperazione industriale tra Roma e Parigi. Tra le priorità: contrasto all’ultra fast fashion, tutela del Made in Europe e nuovi incentivi alle imprese.
Italia e Francia intendono rafforzare la collaborazione per sostenere la competitività dell’industria europea e proteggere le principali filiere produttive, a partire da moda e lusso.
La strategia è stata discussa al Ministero delle Imprese e del Made in Italy durante il Tavolo nazionale dedicato al settore.
All’incontro hanno partecipato il ministro Adolfo Urso e il ministro delegato francese per l’Industria, Sébastien Martin, insieme a rappresentanti istituzionali, associazioni imprenditoriali, organizzazioni sindacali, Camere della moda, Regioni ed esponenti della filiera.
Italia e Francia sono tra i principali Paesi produttori mondiali nel settore del lusso e condividono un sistema industriale e creativo fortemente integrato.
L’obiettivo è trasformare la cooperazione nella moda in un modello applicabile anche ad altri comparti strategici europei.
Fonte: Ministero delle Imprese e del Made in Italy / mimit.gov.it
Urso ha indicato tra i settori sui quali intensificare il lavoro comune gli elettrodomestici, l’automotive, la siderurgia, la chimica, la microelettronica, le materie prime e lo spazio.
Martin ha invece sottolineato la volontà di costruire un’Europa più autonoma sul piano produttivo, capace di difendere le imprese dalla concorrenza sleale e valorizzare il Made in Europe.
Durante il confronto è stato affrontato anche il fenomeno dell’ultra fast fashion e delle importazioni di prodotti a basso costo attraverso le piattaforme di commercio elettronico.
Dal 1° luglio 2026 è entrato in vigore nell’Unione europea un dazio doganale fisso di 3 euro sui pacchi di valore inferiore a 150 euro provenienti da Paesi extra UE.
Italia e Francia avevano sollecitato la Commissione europea ad adottare misure più incisive in questo settore.
Secondo i dati riportati dal MIMIT, nel 2025 sono arrivati sul mercato europeo quasi 5,9 miliardi di articoli contenuti in pacchi sotto i 150 euro.
Oltre il 90% proveniva dalla Cina e non era soggetto a dazi doganali.
La nuova misura punta a tutelare le imprese europee dalla concorrenza sleale e a rafforzare i controlli sui prodotti che potrebbero non rispettare le norme sanitarie e ambientali dell’Unione.
La seconda parte del Tavolo è stata dedicata agli interventi nazionali a sostegno della moda italiana.
Il credito d’imposta per il design e l’ideazione estetica, destinato a sostenere la creatività, la produzione dei campionari e le capacità manifatturiere, ha esaurito in poche ore la dotazione disponibile di 60 milioni di euro.
Sono state presentate più di 400 pratiche e il Ministero sta lavorando al rifinanziamento della misura.
La Legge annuale sulle PMI ha inoltre riservato fino a 100 milioni di euro alle filiere della moda attraverso i Mini Contratti di Sviluppo.
Lo strumento sarà destinato a programmi di investimento compresi tra 1 e 20 milioni di euro.
Sono in corso i lavori per definire il decreto attuativo, con il coinvolgimento delle associazioni di categoria del settore.
Urso ha ricordato anche il rifinanziamento della Nuova Sabatini e il nuovo Piano Transizione 5.0, che dispone di quasi 10 miliardi di euro di agevolazioni.
Nel primo mese sono stati presentati oltre 9.000 progetti, per investimenti superiori a 3 miliardi di euro.
Secondo il Ministero, i precedenti programmi Transizione 4.0 e 5.0 hanno attivato complessivamente più di 10,5 miliardi di euro in agevolazioni, sostenendo investimenti per oltre 30 miliardi.
Mi occupo di internazionalizzazione, export e progettazione europea, con particolare attenzione a bandi, contributi e opportunità offerte dalle istituzioni italiane ed europee, nonché dalle Camere di Commercio italiane e dalle Camere di Commercio Italiane all’Estero.
Con la forte passione per la diplomazia, le relazioni internazionali e il networking globale tra imprese e istituzioni mi piace creare connessioni e mettere in contatto aziende italiane che vogliono espandere il proprio business all’estero con partner e istituzioni nei mercati internazionali.
Attraverso la progettazione europea, seguo inoltre le opportunità offerte dai programmi e dai bandi dell’Unione Europea che possono favorire la nascita di partnership internazionali, collaborazioni e nuovi progetti tra organizzazioni di diversi Paesi. Contribuisco allo sviluppo di attività di networking con istituzioni e realtà economiche all’estero, favorendo il dialogo e la collaborazione tra il sistema imprenditoriale italiano e quello internazionale.