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Italia

Florovivaismo, via libera alla legge quadro: nuove regole per imprese e filiera

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Il Consiglio dei ministri ha approvato in esame definitivo il decreto legislativo che introduce una disciplina organica per il florovivaismo italiano.

Il provvedimento, esaminato nella riunione del 14 luglio 2026, attua la delega prevista dalla legge 4 luglio 2024, n. 102.

La riforma punta a superare un sistema basato su interventi parziali, riconoscendo al comparto florovivaistico un ruolo stabile nell’ambito delle attività agricole.

Il decreto riguarda la coltivazione, la promozione, la commercializzazione, la valorizzazione e il miglioramento della qualità dei prodotti e dell’intera filiera.

Tra gli obiettivi principali vi è la definizione più precisa dell’attività agricola florovivaistica, comprendendo le diverse fasi produttive e commerciali del settore.

Secondo il Governo, la nuova cornice normativa dovrebbe offrire maggiore certezza alle imprese, favorire la programmazione degli investimenti e rafforzare la competitività delle produzioni italiane.

Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha definito la riforma un passaggio atteso da decenni per un comparto considerato strategico per il Made in Italy.

Il decreto prevede l’adozione di un Piano nazionale del settore florovivaistico, destinato a diventare lo strumento di riferimento per il coordinamento delle politiche pubbliche e per la programmazione degli interventi.

Il Piano dovrà favorire lo sviluppo della filiera nel medio e lungo periodo, promuovendo qualità, innovazione, sostenibilità e collaborazione tra amministrazioni, imprese e organizzazioni del settore.

È previsto anche un Piano nazionale per la riconversione delle strutture florovivaistiche, con il coinvolgimento dei ministeri competenti e delle Regioni.

L’obiettivo è accompagnare l’ammodernamento degli impianti e l’adattamento delle aziende alle nuove esigenze produttive e ambientali.

La riforma disciplina il contratto di coltivazione florovivaistica, attraverso il quale un imprenditore agricolo si impegna a curare lo sviluppo di un prodotto vegetale e a venderlo successivamente al committente.

Il provvedimento prevede inoltre l’individuazione di mercati all’ingrosso con funzioni logistiche, tenendo conto della distribuzione dei distretti florovivaistici sul territorio nazionale e delle caratteristiche della filiera.

Università e istituzioni formative potranno promuovere master e corsi di perfezionamento dedicati al florovivaismo, anche in collaborazione con aziende agricole, imprese della filiera ed enti specializzati.

La misura mira a rafforzare le competenze tecniche e manageriali necessarie per affrontare temi come innovazione, sostenibilità, gestione del verde e competitività internazionale.

Infine, le Regioni e le Province autonome potranno introdurre criteri di premialità per le aziende florovivaistiche nell’ambito dei programmi di sviluppo rurale, in coerenza con il Piano strategico della Politica agricola comune.

Il decreto cerca così di creare un collegamento più stabile tra programmazione nazionale e strumenti regionali di sostegno alle imprese.

Queste le parole di Patrizio La Pietra, sottosegretario al Masaf con delega al florovivaismo: “Per anni il florovivaismo, pur rappresentando un comparto strategico per l’economia agricola e l’identità del Made in Italy, è rimasto privo di una legge quadro dedicata.

Oggi lo Stato ne riconosce pienamente il valore produttivo, economico, ambientale e sociale, inserendolo a pieno titolo tra le attività agricole“.

Mi occupo di internazionalizzazione, export e progettazione europea, con particolare attenzione a bandi, contributi e opportunità offerte dalle istituzioni italiane ed europee, nonché dalle Camere di Commercio italiane e dalle Camere di Commercio Italiane all’Estero. Con la forte passione per la diplomazia, le relazioni internazionali e il networking globale tra imprese e istituzioni mi piace creare connessioni e mettere in contatto aziende italiane che vogliono espandere il proprio business all’estero con partner e istituzioni nei mercati internazionali. Attraverso la progettazione europea, seguo inoltre le opportunità offerte dai programmi e dai bandi dell’Unione Europea che possono favorire la nascita di partnership internazionali, collaborazioni e nuovi progetti tra organizzazioni di diversi Paesi. Contribuisco allo sviluppo di attività di networking con istituzioni e realtà economiche all’estero, favorendo il dialogo e la collaborazione tra il sistema imprenditoriale italiano e quello internazionale.