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Malta, veglia a La Valletta per i nove anni dall’omicidio di Daphne Caruana Galizia

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Giornalisti, fotografi e redattori davanti al Great Siege Monument nel nono anniversario dell’omicidio di Caruana Galizia.

Giornalisti di diverse redazioni si sono riuniti venerdì al Great Siege Monument a La Valletta per ricordare il nono anniversario dell’omicidio di Daphne Caruana Galizia.

La veglia, organizzata dall’Institute of Maltese Journalists (IĠM), ha riunito giornalisti, fotografi e redattori di Times of Malta, MaltaToday, The Malta Independent, Newsbook, It-Torċa e L-Orizzont, Net e Content House. Era presente la sorella di Daphne, Helene Asciak, a nome della famiglia Caruana Galizia.

La veglia si è tenuta per esprimere sostegno e solidarietà alla famiglia Caruana Galizia e reciprocamente tra colleghi. Arriva inoltre a poco più di un mese dall’assoluzione dell’imprenditore Yorgen Fenech dalle accuse di complicità e associazione a delinquere in relazione all’omicidio di Caruana Galizia.

La presidente dell'IGM, Nicole Meilak, parla ai giornalisti venerdì. Foto: Jonathan BorgLa presidente dell’IGM, Nicole Meilak, parla ai giornalisti venerdì. Foto: Jonathan Borg

La presidente dell’IĠM Nicole Meilak si è rivolta ai presenti, sottolineando che l’omicidio di Caruana Galizia è stato anche un attacco al diritto del pubblico all’informazione.

“Daphne Caruana Galizia è stata uccisa brutalmente perché qualcuno credeva che sapesse troppo”, ha proseguito Meilak.

“Tuttavia, quanto accaduto non è stato soltanto il brutale omicidio di una giornalista, ma un attacco diretto al diritto collettivo del pubblico di sapere.”

Meilak ha ricordato la reazione al verdetto su Fenech, osservando che diversi giornalisti presenti alla veglia di venerdì erano anche davanti al tribunale la sera della sua assoluzione.

“Ricordo lo shock che ho provato, ma anche lo shock sul volto di tutti.”

Ha parlato inoltre dell’impatto dei lunghi ritardi nell’amministrazione della giustizia sulle vittime di reato, in particolare quando gli imputati vengono infine assolti.

“Quando le persone iniziano a perdere fiducia nella capacità delle istituzioni di fare giustizia, il ruolo dei media diventa ancora più essenziale.”

La presidente dell’IGM Nicole Meilak interviene all’evento. Video: Jonathan Borg

Meilak ha ringraziato i presenti alla veglia per la solidarietà dimostrata alla famiglia di Caruana Galizia e ai colleghi giornalisti, indipendentemente dal fatto che condividessero o meno le sue inchieste.

Ha ribadito che il disaccordo con il lavoro di un giornalista non potrà mai giustificare la violenza.

Se l’omicidio di Caruana Galizia ha rappresentato la forma più estrema di violenza, Meilak ha avvertito che i giornalisti subiscono anche minacce e molestie online.

Ha affermato che critiche e controllo nei confronti dei giornalisti sono legittimi, ma non devono mai sconfinare in bullismo, molestie o minacce.

Meilak ha invitato i professionisti dei media che subiscono simili abusi a contattare l’istituto per ricevere supporto.

Ha inoltre ricordato ai presenti che l’accesso alle informazioni non è mai stato così semplice, sottolineando la responsabilità dei giornalisti di pubblicare ciò che altri preferirebbero tenere nascosto.

Ha descritto questo impegno a portare alla luce le informazioni come un modo importante per onorare la memoria di Caruana Galizia.

La commemorazione si è conclusa con la deposizione di una corona di fiori da parte dell’IĠM ai piedi del monumento e con un momento di silenzio in memoria di Caruana Galizia.

La dichiarazione internazionale sulla libertà di stampa

Un gruppo di sette organizzazioni internazionali per la libertà di stampa ha inoltre diffuso una dichiarazione congiunta per l’occasione.

“La piena giustizia per l’assassinio con autobomba resta dolorosamente lontana”, hanno osservato le organizzazioni.

“Questo caso non è chiuso e la ricerca della verità continua. La piena giustizia per Daphne e la sua famiglia resta l’unico esito accettabile.”

Le organizzazioni hanno chiesto al governo di attuare integralmente le raccomandazioni emerse dall’inchiesta pubblica sull’omicidio di Caruana Galizia, nonché di riformare le leggi sui media per garantire che i giornalisti che indagano sulla corruzione siano protetti da minacce, intimidazioni o ritorsioni.

“Le nostre organizzazioni, che si battono da nove anni per l’accertamento delle responsabilità, restano al fianco della famiglia, degli amici e dei colleghi di Daphne e si impegnano a proseguire con determinazione la lotta per la giustizia”, hanno dichiarato.

La dichiarazione è stata firmata da International Press Institute (IPI), ARTICLE 19 Europe, Committee to Protect Journalists (CPJ), European Centre for Press and Media Freedom (ECPMF), European Federation of Journalists (EFJ), Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa (OBCT) e Reporters Without Borders (RSF).

Malta si colloca attualmente al 67° posto su 180 Paesi nel World Press Freedom Index, stilato da RSF. Ciò la pone tra i Paesi europei peggio piazzati.

Credit foto di copertina: Miguela Xuereb

Fonte: Times of Malta: https://timesofmalta.com/article/journalists-gather-valletta-mark-nine-years-since-caruana-galizia.1135680

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