Il Ministro per Gozo Clint Camilleri ha partecipato a Bruxelles a diversi incontri come parte della delegazione del CPMR, tra cui quello con la DG Mare, in cui si è discusso del futuro della pesca europea e della politica e dei finanziamenti per il settore dopo il 2027.
Il Ministro ha parlato di come la futura politica della pesca debba proteggere le risorse marine e, allo stesso tempo, tutelare le persone e le comunità che da esse dipendono.
Camilleri ha dichiarato: «Abbiamo parlato del settore della pesca, che riguarda in particolare le piccole regioni e le piccole isole come Gozo. Tra le altre cose, della necessità di finanziamenti non solo per i pescatori, ma anche per i giovani pescatori che vogliono entrare nel settore, o per i giovani che sono anche figli di pescatori più anziani. Dobbiamo continuare a investire, come è stato fatto e come si sta facendo bene anche nell’agricoltura, anche attraverso lo schema Young Farmers. Crediamo che debba anzi essere esteso anche ai pescatori, se vogliamo davvero che il settore della pesca, in particolare la pesca artigianale, quella su piccola scala come la flotta che abbiamo a Gozo e a Malta, continui a essere incentivato per restare un successo. Ma, ancor di più, perché continui a portare un prodotto così buono anche sulle nostre tavole.»
Il Ministro ha sostenuto che, per le regioni insulari come Gozo, la sostenibilità ambientale, la vitalità economica e la coesione territoriale sono pilastri che si rafforzano a vicenda e sono essenziali per un futuro resiliente.
Il Ministro Camilleri ha sottolineato l’importanza delle Smart Specialisation Strategies come strumento per trasformare le priorità europee in risultati concreti a livello locale e regionale. Lo ha fatto nell’intervento di chiusura dell’evento «From Policy to Practice: Experience Talks on the Role of Smart Specialisation Strategies in the Future National and Regional Partnership Plans», organizzato da EURADA e dal Governo delle Isole Baleari.
Camilleri ha affermato: «Per territori insulari come Gozo è essenziale che le politiche europee riconoscano le nostre caratteristiche e le nostre esigenze specifiche, aiutandoci al tempo stesso a costruire sui vantaggi e sul potenziale locali.»
Ha aggiunto che le Smart Specialisation Strategies offrono l’opportunità di individuare le nicchie in cui si può essere più competitivi e di trasformare le risorse locali in opportunità economiche sostenibili. Ha però precisato che le sole strategie non bastano.
Il Ministro ha concluso che servono una governance efficace, una collaborazione autentica tra tutti i soggetti coinvolti e finanziamenti accessibili, per garantire che le priorità si traducano in risultati tangibili per le imprese, le comunità e i cittadini. Ha infine ribadito che nessuna regione deve essere lasciata indietro.