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Start-up italiane e Regno Unito: nuove connnessioni al WMF 2025

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Afflusso record, tecnologie all’avanguardia e nuove frontiere per l’imprenditoria: il We Make Future 2025 si conferma un trampolino internazionale per chi sogna di conquistare il mercato britannico.

Una seconda giornata da record per il We Make Future 2025: visitatori in massa e stand innovativi hanno animato la fiera dell’innovazione digitale, dove tra protagonisti e opportunità, spicca anche la presenza strategica della Camera di Commercio Italiana per il Regno Unito. A raccontarlo, con entusiasmo, è Lucrezia Chiapparino, direttamente dallo stand ufficiale: “Gli input sono stati assolutamente positivi”, spiega, sottolineando la varietà degli espositori e l’alto livello delle soluzioni presentate.

Innovazione, business e sinergie istituzionali sono stati il cuore pulsante della giornata, con aziende e organizzazioni pronte a fornire strumenti utili per agevolare la crescita imprenditoriale. Un’occasione d’oro per le start-up italiane in cerca di sbocchi internazionali, come conferma Chiapparino: “La nostra missione è favorire gli scambi tra Italia e Regno Unito, soprattutto in un settore prioritario come l’innovazione digitale”.

Londra si conferma capitale europea delle start-up, un hub dinamico e ricco di risorse dove far germogliare idee dirompenti. E qui entra in gioco la Camera di Commercio Italiana per il Regno Unito, che si pone come ponte strategico per chi desidera espandersi oltremanica: contatti con hub e acceleratori, accesso a progetti governativi e supporto istituzionale per insediarsi stabilmente nel mercato britannico.

L’obiettivo? Mettere le giovani imprese nella condizione di cogliere tutte le agevolazioni possibili, trasformando le visioni più ambiziose in progetti concreti. “Il nostro ruolo è essere facilitatore e interlocutore”, continua Chiapparino, sottolineando la possibilità di dialogo diretto con enti pubblici britannici e italiani.

Con eventi come il WMF 2025 e attori istituzionali pronti a sostenere il cambiamento, il futuro dell’imprenditoria italiana guarda dritto a Londra. E il sogno digitale, oggi più che mai, ha un passaporto internazionale.