L’Ufficio del Presidente di Malta ha pubblicato i risultati dell’indagine scientifica presentata nell’ambito della conferenza nazionale “L-Istat tan-Nazzjon 2026”, in italiano “Lo Stato della Nazione 2026”. La ricerca analizza opinioni, valori e comportamenti dei cittadini maltesi e gozitani su famiglia, religione, politica, identità, cultura, lavoro e multiculturalismo.
Lo studio è stato condotto su un campione di 1.064 cittadini maltesi dai 16 anni in su, selezionato per riflettere la composizione demografica del Paese.
Le interviste sono state raccolte tra la terza settimana di giugno e la seconda settimana di luglio 2026, con un margine di errore dichiarato di ±3%.
Uno dei dati più significativi riguarda le aspettative per il futuro. Il 52,3% degli intervistati ritiene che tra un anno vivrà meglio rispetto a oggi, contro il 47% del 2025 e il 39,1% del 2023. Il dato mostra quindi una crescita dell’ottimismo negli ultimi tre anni.
Parallelamente, il 67,9% dichiara di essere soddisfatto della propria vita, una percentuale però inferiore di 4,2 punti rispetto al 2025.
La famiglia emerge ancora come uno dei principali punti di riferimento della società maltese. Il 56% degli intervistati ritiene che rispetto e valori vengano trasmessi soprattutto dalla famiglia, mentre il 38,5% attribuisce questo compito in egual misura alla famiglia e alla scuola.
Solo il 5,6% indica principalmente la scuola. La ricerca sottolinea inoltre come la giustizia continui a essere uno dei valori considerati più importanti dai maltesi.
Anche la religione conserva un ruolo rilevante. Il 57% degli intervistati afferma che la religione è molto importante nella propria vita, mentre per il 32,5% lo è in misura minore e per l’8,7% non è affatto importante. Le differenze diventano marcate considerando età e livello di istruzione.
Il rapporto con il multiculturalismo è invece uno degli aspetti più delicati emersi dallo studio. Su una scala da 1 a 5, il livello medio di comfort rispetto alla mescolanza di culture nella società maltese è 2,75, invariato rispetto al 2025. Tra i giovani dai 16 ai 25 anni la media scende a 2,41.
Il 53,2% ritiene che l’impiego di lavoratori stranieri rappresenti una soluzione per quei lavori che i maltesi non desiderano svolgere. La quota era però del 58% nel 2025.
Al contrario, i contrari sono saliti dal 30,8% al 37,8%. Il rapporto evidenzia allo stesso tempo la forte dipendenza di diversi settori dell’economia maltese dalla manodopera straniera.
L’indagine affronta anche la questione demografica. Alla domanda se gli incentivi pubblici potrebbero convincere le persone ad avere figli o ad averne di più, il 36% risponde positivamente. Il 47,6% afferma invece che gli incentivi non cambierebbero la propria decisione, mentre il 16,4% non sa rispondere.
Sul fronte politico, quasi otto cittadini su dieci dichiarano di voler partecipare alle prossime elezioni generali: il 79,5% afferma che voterà, il 5% che non voterà e il 15,5% risulta ancora indeciso.
Nel complesso, lo Stato della Nazione 2026 restituisce l’immagine di una società in cui famiglia e valori tradizionali continuano ad avere un peso significativo, mentre cambiano le aspettative sul futuro e diventano sempre più centrali il dibattito sulla popolazione, sull’immigrazione e sull’integrazione.