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Malta

Malta: debito al 46,4% contro il 137,1% dell’Italia

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Il debito pubblico maltese continua a crescere in valore assoluto, ma resta sotto la soglia del 50% del PIL. Secondo gli ultimi dati del National Statistics Office, alla fine del 2025 il debito delle Amministrazioni pubbliche ha raggiunto 11,4 miliardi di euro, pari al 46,4% del prodotto interno lordo. Rispetto all’anno precedente, l’aumento è stato di 776 milioni di euro.

Il dato conferma una tendenza di crescita del debito nominale, passato dai 9 miliardi di euro del 2022 agli oltre 11,3 miliardi del 2025. Tuttavia, il rapporto con il PIL rimane relativamente stabile: dopo il 50,3% registrato nel 2022, la percentuale era scesa al 45,9% nel 2024, per poi risalire lievemente nel 2025 al 46,4%.

A detenere la parte più consistente del debito pubblico maltese sono le società finanziarie, con una quota del 53,9%. Seguono le famiglie e le istituzioni non profit al servizio delle famiglie, che detengono il 22,4%, e il resto del mondo, con il 21,6%. Molto più contenuta la quota delle società non finanziarie, pari al 2,1%. Negli ultimi anni è cresciuto in particolare il peso delle famiglie tra i detentori del debito pubblico, mentre si è ridotta la quota in mano agli operatori finanziari.

La forma principale di finanziamento resta quella dei titoli di debito, che comprendono i titoli di Stato maltesi e i buono del tesoro. Nel 2025 questi strumenti hanno raggiunto 10 miliardi di euro, rappresentando quasi l’88% del debito totale. I prestiti hanno inciso per l’8,6%, mentre la componente legata alla valuta si è fermata al 3,5%. L’incremento più marcato rispetto al 2024 è arrivato proprio dai titoli di Stato maltesi, cresciuti di 725,6 milioni di euro.

Un altro elemento rilevante riguarda la composizione valutaria: nel 2025 tutto il debito pubblico maltese risultava denominato in valuta nazionale, dopo l’estinzione completa del debito in valuta estera già nel 2024. Il costo apparente del debito, cioè il tasso di interesse applicabile all’intero debito nominale, è salito leggermente dal 2,6% del 2024 al 2,7% nel 2025.

Il valore di mercato del debito è stato stimato in 11,16 miliardi di euro, leggermente inferiore al valore nominale di 11,4 miliardi, a causa delle variazioni legate a inflazione e tassi di interesse. La durata media residua del debito si è attestata a sette anni e un mese, tre mesi in meno rispetto al 2024.

In calo, invece, le garanzie pubbliche sui prestiti, scese a 905,6 milioni di euro, pari al 3,7% del PIL, con una diminuzione di 79,8 milioni rispetto all’anno precedente. La maggior parte di queste garanzie è destinata alle società non finanziarie, che rappresentano quasi il 70% del totale. Si tratta comunque di passività potenziali, che non rientrano nel calcolo del debito pubblico salvo nel caso in cui vengano effettivamente attivate.