La crisi dell’industria automobilistica sta coinvolgendo l’intera filiera europea e richiede un’accelerazione delle riforme dell’Unione europea.
È la posizione espressa dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, durante il tavolo automotive convocato in giornata odierna a Palazzo Piacentini.
All’incontro hanno partecipato la sottosegretaria con delega alle crisi d’impresa Fausta Bergamotto, i vertici di Stellantis, le altre imprese del comparto, i rappresentanti delle Regioni che ospitano gli stabilimenti produttivi, i sindacati e le associazioni datoriali.
Secondo Urso, il 2026 dovrebbe diventare l’anno delle riforme europee per evitare che la transizione ambientale si traduca in una progressiva riduzione della capacità industriale del continente.
Fonte: Ministero delle Imprese e del Made in Italy / mimit.gov.it
Il ministro ha attribuito una parte rilevante delle difficoltà del settore alle regole introdotte con il Green Deal, sostenendo che abbiano favorito la tecnologia e la produzione cinese. Si tratta della valutazione politica espressa dal titolare del MIMIT.
Lo stesso Urso ha chiesto all’Unione europea di riconoscere pienamente il principio della neutralità tecnologica, consentendo l’utilizzo di differenti soluzioni per raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni.
Ha inoltre sollecitato l’applicazione anticipata dell’Industrial Accelerator Act, senza attendere il 2029 per introdurre i requisiti “Made in Europe” e “Low Carbon”.
Urso ha ricordato il documento informale presentato congiuntamente da Italia e Repubblica Ceca, al quale il MIMIT attribuisce il rinvio delle sanzioni previste per i costruttori e l’anticipazione della revisione del regolamento europeo sulle emissioni di CO₂.
Il Governo italiano sta inoltre lavorando affinché il perimetro geografico del nuovo strumento europeo tuteli efficacemente le produzioni del continente.
Durante il tavolo è stato esaminato anche il nuovo DPCM automotive, che prevede 1,35 miliardi di euro per il periodo 2026-2030.
Secondo quanto comunicato dal Ministero, il 70% delle risorse sarà destinato al sostegno della filiera attraverso gli Accordi per l’innovazione e i mini Contratti di sviluppo, caratterizzati da soglie di accesso considerate più adeguate alle piccole e medie imprese.
Sul fronte della domanda, il provvedimento comprende misure per i veicoli commerciali, i mezzi appartenenti alla categoria L, il retrofit e le infrastrutture di ricarica.
È prevista anche l’introduzione del noleggio sociale a lungo termine rivolto alle famiglie con minori disponibilità economiche.
Il Governo continuerà a monitorare l’attuazione del nuovo piano industriale di Stellantis e il rispetto degli impegni assunti dal gruppo.
Urso ha richiamato investimenti per 5 miliardi di euro in tecnologie, piattaforme e nuovi modelli, insieme a contratti annuali per 7 miliardi destinati alla filiera della componentistica.
L’obiettivo indicato dal ministro è tutelare gli stabilimenti e l’occupazione, rilanciando al tempo stesso la produzione automobilistica italiana in un contesto di difficoltà che interessa anche altri grandi Paesi industriali europei.