Diverse vittime di omicidio i cui casi hanno subito ritardi giudiziari negli ultimi anni.
Foto: The Daphne Caruana Galizia Foundation
Quattro omicidi per ogni caso risolto: Malta travolta da un’ondata di ingiustizia e ritardi nei tribunali
Una rivelazione scioccante scuote l’isola: secondo un nuovo rapporto pubblicato dalla Daphne Caruana Galizia Foundation, a Malta gli omicidi stanno superando i casi risolti a un ritmo di quattro a uno. La lentezza cronica dei tribunali maltesi sta permettendo a un’ondata di delitti di rimanere senza giustizia, trascinando le famiglie delle vittime in un limbo doloroso e interminabile.
Tra il 2010 e il 2024, il Paese ha registrato in media sei omicidi l’anno, ma solo 1,5 di questi trovano soluzione. Quasi la metà delle incriminazioni per omicidio avvenute tra il 2010 e il 2020 resta tuttora sospesa, con procedimenti giudiziari ancora in corso e nessuna sentenza definitiva in vista.
Tra i 36 casi effettivamente arrivati a processo, le famiglie delle vittime hanno dovuto attendere in media quattro anni dall’incriminazione alla sentenza.
Il rapporto definisce questo dato come “un record scioccante nella capacità di garantire giustizia per gli omicidi volontari”, sottolineando come i ritardi “minino la fiducia pubblica” e abbiano un impatto devastante sul benessere emotivo dei familiari delle vittime.
I rallentamenti, si legge ancora, hanno effetti diretti anche sulla qualità della giustizia: con il passare del tempo, “le memorie dei testimoni svaniscono, le prove cruciali si perdono e gli imputati vengono spesso assolti per mancanza di elementi certi”.
Le conclusioni del rapporto sono drammatiche: “L’arretrato continuerà a crescere, con l’inevitabile conseguenza che alcuni casi non verranno mai conclusi, nemmeno decenni dopo l’omicidio.”
Nessuna accusa in un quarto dei casi di omicidio
Oltre un quarto degli 88 omicidi commessi a Malta tra il 2010 e il 2024 non ha mai portato a nessuna incriminazione formale. Tutti i 24 casi senza accuse risalgono a prima del 2018, anno in cui il budget della polizia aumentò di 8 milioni di euro dopo l’assassinio di Daphne Caruana Galizia.
Di questi 88 delitti, cinque non sono mai stati risolti perché il sospettato o l’imputato è morto (o è stato ucciso) prima del processo, mentre tre si sono arenati dopo la fuga dell’accusato.
Il rapporto evidenzia anche un inquietante squilibrio: i casi con vittime donne si risolvono più rapidamente, mentre quelli che coinvolgono vittime straniere si trascinano più a lungo rispetto a quelli con vittime maltesi.
Ritardi giudiziari senza fine
I ritardi dei tribunali maltesi sono da tempo nel mirino delle istituzioni europee. Lo EU Justice Scoreboard, che esclude i crimini violenti dalla sua analisi, ha già indicato Malta come uno dei Paesi più lenti d’Europa nel garantire giustizia. Un recente rapporto sullo Stato di diritto dell’UE continua a segnalare i tribunali maltesi come una fonte di seria preoccupazione.
La scorsa settimana, nuovi dati presentati in parlamento hanno rivelato che nei tribunali di Malta sono in sospeso 253 processi con giuria, la maggior parte dei quali non può nemmeno iniziare perché in attesa della conclusione di altri procedimenti.
Eppure, Malta oggi spende più per persona sul sistema giudiziario di quasi tutti gli altri Paesi dell’Unione Europea – superata solo da due Stati membri. Nonostante ciò, il Paese conta meno giudici ogni 100.000 abitanti rispetto alla maggior parte delle nazioni europee e rimane indietro anche nell’uso delle tecnologie digitali, una situazione definita dal rapporto come “paradossale” dato l’elevato livello di spesa.
Il documento chiede di modificare il codice penale per garantire che i processi si aprano entro due anni dall’incriminazione e per introdurre maggiori tutele contro le tattiche dilatorie degli avvocati difensori.
Infine, il rapporto ribadisce la necessità di aumentare il numero di giudici e magistrati e di far sì che i vicecapi di tribunale assumano un ruolo più attivo nella gestione amministrativa dei casi.
Foto: The Daphne Caruana Galizia Foundation