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Malta, l’ex marito multato di 1.000 euro per messaggi offensivi all’ex moglie

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La Magistrate Nadia Helena Vella ha respinto un’eccezione della difesa secondo cui l’accusa non avrebbe provato il suo caso perché un rappresentante di Epic non aveva testimoniato.

Un uomo di 43 anni è stato multato di €1.000 per aver inviato messaggi offensivi e ingiuriosi alla sua ex moglie.

Il caso riguardava messaggi inviati nel 2024, che la donna ha dichiarato in tribunale provenire da un numero di cellulare che aveva immediatamente riconosciuto come appartenente al suo ex marito.

La donna ha prodotto copie stampate dei messaggi e ha spiegato che l’ex coppia aveva scelto insieme numeri di telefono quasi identici, con gli atti processuali che mostrano come i due numeri differissero di una sola cifra.

La polizia ha accusato l’uomo di minacce e ingiurie, oltre che di uso improprio di apparecchiature di comunicazione elettronica.

La Magistrate Nadia Helena Vella lo ha giudicato colpevole di quest’ultimo reato, respingendo l’argomentazione della difesa secondo cui l’accusa non avrebbe dimostrato il proprio caso perché nessun rappresentante della compagnia di telecomunicazioni Epic p.l.c. aveva testimoniato.

Il tribunale ha affermato che la testimonianza di un fornitore di servizi non è necessaria in ogni caso per stabilire chi abbia inviato un messaggio, e ha accettato la testimonianza della donna che identificava il numero.

Un’accusa separata relativa alle ingiurie è stata respinta per motivi procedurali.

Il reato risaliva al maggio 2024, ma la polizia è riuscita a notificare formalmente l’uomo solo il 30 gennaio 2025, quasi nove mesi dopo. Il tribunale ha stabilito che l’accusa era pertanto prescritta.

La magistrate ha inoltre escluso le dichiarazioni rese dall’uomo alla polizia durante le indagini a causa di un errore nel modo in cui aveva rinunciato al diritto all’assistenza legale.

Una decisione di rinunciare alla consulenza legale deve essere messa per iscritto alla presenza di due testimoni.

Il documento presentato in tribunale era firmato dall’ufficiale investigatore e da un solo altro agente di polizia, il che significa che mancava una delle firme dei testimoni richieste.

Nonostante l’esclusione della dichiarazione, il tribunale ha stabilito che le restanti prove erano sufficienti a dimostrare l’uso improprio di apparecchiature di comunicazione elettronica.

All’uomo è stato inoltre imposto un ordine di protezione triennale a favore della ex moglie.

Ha rappresentato l’accusa l’ispettrice Joanna Piscopo.

Fonte: Times of Malta: https://timesofmalta.com/article/man-fined-1000-sending-abusive-messages-ex-wife.1134239

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