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Malta

Gli astronomi maltesi sono entusiasti della ‘prima luce’ di Euclide dall’universo oscuro

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Questa settimana, gli astronomi dell’Istituto di Scienze Spaziali e Astronomia di Malta (ISSA) hanno guardato le prime immagini emerse dal telescopio Euclid dell’Agenzia Spaziale Europea con una dose di orgoglio in più, sapendo che uno dei suoi membri ha contribuito a questa missione.

L’astrofisico maltese Ian Fenech Conti ha svolto il suo dottorato di ricerca sullo sviluppo degli algoritmi utilizzati per la modellazione ottica del telescopio Euclid, in collaborazione con il Prof. Lance Miller dell’Università di Oxford. Il suo lavoro è stato incorporato nel telescopio che ha rivelato immagini astronomiche nitidissime a colori su un’area così ampia del cielo, mai viste prima.

Questo contributo è valso a Fenech Conti e al team con cui ha lavorato il Premio Euclid Special Talent And Recognition (STAR) per il miglior progetto di squadra, un risultato notevole dato che il Consorzio Euclid è composto da circa 1500 partecipanti attivi.

“Dopo molti anni di duro lavoro e di collaborazione, la pura gioia di vedere le prime immagini tangibili del telescopio spaziale Euclid è indescrivibile. È un momento di orgoglio per tutti noi, sapendo che i nostri piccoli ma significativi contributi avranno un ruolo fondamentale nel mettere a fuoco il cosmo nel prossimo decennio”, ha detto Fenech Conti.

La sua modellazione ottica era particolarmente rilevante per uno dei casi scientifici più significativi della missione di Euclid, ossia quello delle lenti gravitazionali deboli.

Il lensing gravitazionale debole si verifica a causa della curvatura della luce intorno a oggetti massicci come gli ammassi di galassie. Quando la luce si piega attraverso questi ammassi di galassie, le forme delle galassie di sfondo vengono distorte e la misurazione precisa di queste distorsioni consente agli scienziati di misurare e mappare la distribuzione della materia oscura all’interno di questi ammassi di galassie.

Il telescopio Euclid – che prende il nome dall’antico matematico greco – è stato lanciato a luglio a bordo di un razzo SpaceX dagli Stati Uniti e nei prossimi sei anni osserverà le forme, le distanze e i movimenti di miliardi di galassie per creare la più grande mappa cosmica 3D mai realizzata.

In Euclid sono coinvolti anche il Prof. Kristian Zarb Adami, che coordina il lavoro tra l’Università di Oxford e Malta per garantire che l’ottica e le distorsioni siano caratterizzate abbastanza bene per effettuare le misurazioni della forma delle galassie; e il Prof. Alessio Magro, direttore dell’ISSA, che apporta tecniche di calcolo ad alte prestazioni per effettuare le misurazioni della forma in modo efficiente e preciso.

Secondo l’ESA, ciò che rende speciale la visione di Euclid del cosmo è la sua capacità di creare un’immagine visibile e infrarossa straordinariamente nitida su un’enorme parte del cielo in una sola seduta. Queste rilevazioni saranno fondamentali per aiutare a comprendere l’espansione e l’accelerazione dell’universo e la natura della materia oscura e dell’energia oscura.

Dopo che le prime immagini sono state rilasciate martedì, il direttore scientifico dell’ESA Carole Mundell ha dichiarato: “Euclid farà un salto nella nostra comprensione del cosmo nel suo complesso, e queste squisite immagini di Euclid dimostrano che la missione è pronta a contribuire a rispondere a uno dei più grandi misteri della fisica moderna”.