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Il Professor Deidun e il Mediterraneo: “un patrimonio di biodiversità da preservare”.

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Il Mar Mediterraneo, culla di civiltà millenarie, si conferma anche uno dei più straordinari scrigni di biodiversità del pianeta. A spiegarlo è il professor Alan Deidun, esperto in ecosistemi marini, che descrive con chiarezza le caratteristiche eccezionali di questo bacino, tanto piccolo in dimensioni quanto ricco in varietà biologica.

“Il Mediterraneo è considerato un biodiversity hotspot”, spiega Deidun. “Questo significa che al suo interno si concentra una quantità sorprendentemente alta di specie viventi rispetto alla sua superficie. Si parla di circa 20.000 specie marine conosciute”. Un numero che colpisce, soprattutto se paragonato alla dimensione contenuta di questo mare. Ancora più rilevante è il fatto che circa il 25% di queste specie è endemico, ovvero esclusivo del Mediterraneo e non presente in nessun altro luogo del pianeta.

Tra gli esempi più emblematici, Deidun cita la Posidonia oceanica, una pianta marina che svolge un ruolo fondamentale nell’equilibrio dell’ecosistema: produce ossigeno, favorisce la riproduzione di molte specie ittiche e contribuisce alla qualità dell’acqua. “È il polmone del Mediterraneo”, afferma il professore, sottolineando il valore ecologico di questa pianta spesso sottovalutata.

Tuttavia, il Mediterraneo è oggi sottoposto a una serie di pressioni ambientali importanti. La sua posizione geografica e la sua attrattiva turistica fanno sì che sia uno dei mari più trafficati al mondo. “È la principale destinazione turistica globale, grazie a paesi come Italia, Francia e Spagna”, osserva Deidun. A ciò si aggiunge la presenza del canale di Suez, attraverso cui transita circa il 25-30% del traffico marittimo annuale legato a petrolio e altri idrocarburi.

Di fronte a questa realtà, il mondo della ricerca è chiamato a dare risposte concrete. “Il nostro compito come scienziati — conclude Deidun — è quello di trovare soluzioni efficaci per conservare e proteggere questa biodiversità unica”. Un impegno che riguarda anche le istituzioni e i cittadini, chiamati a collaborare per tutelare uno dei patrimoni naturali più importanti d’Europa.