“Quando i grandi capi delle Big Tech hanno cominciato a invocare all’unisono un rallentamento dell’intelligenza artificiale ho avvertito subito qualcosa di stonato”. Lo ha detto il presidente del CNEL, Renato Brunetta, intervenendo a Radio Radicale nella trasmissione “Rivoluzione in corso”.
“Nella storia economica chi guida un business non ha mai chiesto di frenarlo, perché il limite, quando serve, lo fissano i governi guardando al bene pubblico”, ha spiegato Brunetta, citando l’esempio dell’automobile, quando gli Stati scrissero il codice della strada senza fermare l’industria. “Qui invece sono gli stessi oligopoli, cresciuti nell’anomia e sulla promessa di un mondo migliore, a proporre di autolimitarsi. Suona falso, e soprattutto ipocrita”.
Per il presidente del CNEL c’è “la ricerca di un’immagine etica, la stessa che ha dato notorietà mondiale ad Amodei dopo il braccio di ferro con Trump sull’uso militare dei suoi modelli”. Brunetta ha aggiunto di non voler pensare che questa uscita “guardasse ai prossimi appuntamenti con i mercati, considerato che OpenAI e Anthropic hanno annunciato l’intenzione di quotarsi in Borsa”.
“Paradossalmente il più sincero è stato proprio Trump, che ha chiesto di lasciare crescere la tecnologia per non farsi raggiungere dalla Cina, salvo poi riconoscere che una qualche regolazione servirebbe. Detto da chi ha fatto del bilateralismo più brutale la propria bandiera, suona però come una contraddizione vistosa”.
Brunetta ha poi rivendicato il ruolo dell’Europa: “Tutto questo restituisce dignità all’Europa, derisa perché regolamentava l’IA mentre l’America investiva e la Cina copiava. Una potenza che regola vede più lontano, anche se dovrebbe trovare il coraggio di muovere molti più capitali”.
Il presidente del CNEL ha però messo in guardia: “Attenzione però a giocare col fuoco, perché se i mercati leggessero in questi allarmi il dubbio dei produttori sulla loro stessa tecnologia, a fronte di investimenti enormi e profitti ancora modesti, la bolla potrebbe scoppiare con effetti sulla finanza globale simili a quelli dei subprime e di Lehman Brothers”.
“La strada da seguire è quella che nel 1968 portò al Trattato di non proliferazione nucleare, fondata sulla cooperazione e sul diritto internazionale. Trump e i padroni delle Big Tech accettino le regole e dentro quelle regole competano con trasparenza, sostenibilità e responsabilità. Altrimenti i loro appelli restano, francamente, insopportabili”, ha concluso Brunetta.
Foto: CNEL
Fonte: https://www.cnel.it/comunicazione-e-stampa/notizie/news/detail/2026/09/17/ia–brunetta–appello-big-tech-a-rallentare-è-ipocrita.-regole-spettano-agli-stati