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Italia

Autovelox, disattivati 712 dispositivi non in regola in tutta Italia

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Dopo l’entrata in vigore della riforma sugli autovelox, sono stati disattivati in tutta Italia 712 dispositivi che non rispettavano i nuovi requisiti.

Restano operativi 2.593 apparecchi omologati, su un totale di 3.305 dispositivi presenti sul territorio nazionale.

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha spiegato che le nuove norme definiscono criteri uniformi per le caratteristiche, l’omologazione, la taratura e la verifica del funzionamento degli strumenti utilizzati per accertare le violazioni dei limiti di velocità.

Lombardia e Piemonte con il maggior numero di spegnimenti

Il numero più elevato di dispositivi disattivati è stato registrato in Lombardia, con 144 apparecchi, seguita dal Piemonte, con 131, e dall’Emilia-Romagna, con 94.

In Veneto sono stati spenti 84 autovelox, in Toscana 69 e in Friuli-Venezia Giulia 47.

Nel Lazio i dispositivi disattivati sono 33, mentre in Liguria sono 16 e nelle Marche 15.

Numeri inferiori sono stati registrati in Abruzzo, con 12 apparecchi, nella provincia di Trento con nove, nella provincia di Bolzano e in Sicilia con otto ciascuna.

Campania e Puglia contano sette dispositivi disattivati per regione, mentre in Sardegna ne risultano sei.

Sono stati spenti anche quattro autovelox in Valle d’Aosta e Calabria, tre in Umbria e uno in Basilicata. In Molise non risulta invece disattivato alcun apparecchio.

Quando potranno tornare operativi

Gli autovelox disattivati potranno eventualmente essere riattivati dopo aver ottenuto l’omologazione richiesta dalle nuove disposizioni.

La riforma punta a introdurre criteri validi su tutto il territorio nazionale, superando le differenze nelle procedure applicate ai sistemi automatici di rilevamento della velocità.

Secondo il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, la sicurezza stradale deve essere garantita attraverso regole chiare per gli automobilisti, evitando che i controlli vengano utilizzati in modo poco trasparente per aumentare le entrate derivanti dalle multe.