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Malta

Rabat Malta la cupola crolla nella notte e il mistero resta vivo

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Una fotografia mozzafiato degli anni 1910, firmata Richard Ellis, cattura l’esterno della chiesa in un’epoca ormai lontana—ma ciò che si cela dietro queste mura è una storia ancora più sconvolgente, intrisa di fede, miracoli e distruzione improvvisa. Qui, nel cuore di Rabat, si intrecciano secoli di devozione e tragedia, in un luogo che più di ogni altro incarna l’arrivo del Cristianesimo a Malta.

È proprio in questa grotta sacra che, secondo una tradizione antichissima e mai dimenticata, San Paolo fu trattenuto dopo il suo naufragio sull’isola. Attorno a questo sito carico di spiritualità, nel corso dei secoli, si sono susseguite costruzioni religiose che hanno plasmato un paesaggio unico, segnato da fede incrollabile e continui rinnovamenti architettonici.

La cupola del 1919, progettata da Carmelo Micallef, avvolgeva la prima struttura ideata da Lorenzo Gafà.

L’architetto Francesco Buonamico diede inizio alla costruzione dell’attuale basilica, ma non riuscì a portarla a termine. Nel 1664, dopo la sua partenza, il talentuoso scalpellino maltese Lorenzo Gafà firmò un contratto per completare l’opera seguendo i progetti e le elevazioni di Buonamico. Gafà morì nel 1703, lasciando un’eredità architettonica straordinaria ma anche problematica.

Nessun documento, fino ad oggi, è riuscito a stabilire con certezza la data di costruzione della cupola. Tuttavia, la sua stabilità sollevò dubbi fin dall’inizio. Già nel 1753, il gran maestro ricevette un rapporto tecnico durissimo che criticava il progetto di Gafà e metteva seriamente in discussione la sua resistenza nel tempo. La pesante lanterna in pietra che coronava la cupola era, con ogni probabilità, già stata rimossa allora. Nel 1919, una nuova ed elegante cupola con lanterna, progettata da Carmelo Micallef, fu costruita per inglobare quella esistente.

Il Congresso Eucaristico Internazionale del 1913, celebrato nei pressi della chiesa di San Paolo, attirò folle immense e segnò un momento storico per l’isola.

Ma il destino sembrava accanirsi contro questo edificio. Nel settembre del 1923, un terremoto scosse violentemente la struttura, compromettendo ulteriormente la solidità della cupola. Poi, nella notte del 19 novembre 1924, accadde l’impensabile: la cupola crollò, devastando gran parte della chiesa, delle sue decorazioni e degli arredi.

Miracolosamente, nessuno rimase ferito. Molti interpretarono questo evento come un ulteriore segno della protezione divina di San Paolo. I parrocchiani, determinati a non arrendersi, ricostruirono una terza cupola, completata esattamente cento anni fa, seguendo un raffinato progetto dell’architetto Robert V. Galea.

Il crollo catastrofico di questa iconica cupola scatenò un’ondata frenetica di immagini e cartoline che documentavano la distruzione. Le scene di devastazione ricordano inquietantemente i “colpi diretti” dei bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Nessuno degli editori di queste cartoline si identificò, e resta un mistero.

La cupola della chiesa di San Paolo dopo il crollo del 1924.

La facciata della basilica di San Paolo a Rabat, opera di Francesco Buonamico.

Il sollevamento di una campana per la chiesa, con la prima cupola di Gafà ben visibile.

Un’altra cartolina del 1924 che mostra la cupola dopo il crollo.

Una cartolina del 1924 che documenta l’aspetto della chiesa dopo il disastro.

Una cartolina del 1924 che rivela i detriti e i danni all’interno della chiesa.

Una cartolina del 1924 che mostra i danni dopo il crollo della cupola di San Paolo. A destra: la cupola attuale, progettata da Robert V. Galea nel 1926.

Il dipinto sulla cupola.

Foto: Richard Ellis
Foto: Richard Ellis
Immagini dalla collezione dell’autore

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