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Malta: nei primi tre mesi del 2026 il deficit cala del 64,9% rispetto al primo trimestre del 2025

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Malta chiude il primo trimestre del 2026 con un segnale in chiaroscuro per i conti pubblici: il deficit del Consolidated Fund si riduce sensibilmente rispetto allo scorso anno, ma la spesa continua a crescere e il debito del Governo centrale supera quota 11,4 miliardi di euro.

Secondo i dati pubblicati dal National Statistics Office maltese, tra gennaio e marzo 2026 il disavanzo si è attestato a 84,3 milioni di euro, in netto miglioramento rispetto ai 240,4 milioni registrati nello stesso periodo del 2025. Il recupero è dovuto soprattutto all’aumento delle entrate ricorrenti, salite a 2,04 miliardi di euro, con una crescita di 481,9 milioni rispetto all’anno precedente, pari a +30,8%.

A trainare le entrate sono state in particolare l’imposta sul reddito, cresciuta di 238,4 milioni di euro, l’IVA, aumentata di 97,4 milioni, e i fondi classificati come grants, in aumento di 99,7 milioni. Si tratta di numeri importanti anche per il pubblico italiano, perché raccontano un’economia maltese ancora capace di generare gettito fiscale consistente, nonostante l’aumento della spesa pubblica.

Il lato più delicato del bilancio resta infatti quello delle uscite. Nei primi tre mesi dell’anno la spesa totale del Governo è arrivata a 2,13 miliardi di euro, con un incremento di 325,7 milioni rispetto al primo trimestre 2025, pari a +18,1%. La voce più pesante è rappresentata da programmi e iniziative pubbliche, che da sole valgono oltre 1,13 miliardi di euro. Seguono gli stipendi pubblici, pari a 389,3 milioni, e i contributi agli enti governativi, pari a 251,5 milioni.

Il dato più rilevante riguarda la protezione sociale: Malta ha speso 747,9 milioni di euro in questo ambito nei primi tre mesi del 2026, più di qualsiasi altra funzione pubblica. La sanità ha raggiunto 282,2 milioni, mentre l’istruzione è salita a 307,5 milioni. Per un lettore italiano, abituato a un dibattito costante su pensioni, welfare e sostenibilità della spesa pubblica, il caso maltese mostra una dinamica simile: l’economia cresce, ma cresce anche il costo dei servizi e delle misure sociali.

Il mese di marzo, però, offre una lettura meno positiva. Nel solo marzo 2026 il deficit è stato pari a 313,9 milioni di euro, più del doppio rispetto ai 145,4 milioni del marzo 2025. In quel mese le entrate sono rimaste sostanzialmente stabili, mentre la spesa è salita del 26,6%, arrivando a 797 milioni di euro. Il peggioramento mensile è quindi legato soprattutto all’aumento delle uscite, non a un crollo delle entrate.

Sul fronte del debito, il Governo centrale maltese ha raggiunto a marzo 2026 quota 11,42 miliardi di euro, con un aumento di 621,8 milioni rispetto a marzo 2025, pari a +5,8%. La componente principale resta rappresentata dai Malta Government Stocks, pari a oltre 10 miliardi di euro, mentre i Treasury Bills sono saliti a 763,9 milioni.

Il quadro complessivo è quindi duplice: Malta migliora il saldo dei conti rispetto al primo trimestre 2025 grazie a entrate molto più robuste, ma il peso della spesa pubblica e l’aumento del debito indicano che la sostenibilità fiscale resta un tema centrale. Per l’Italia, che guarda a Malta come vicino mediterraneo, hub economico e mercato di riferimento per molte imprese, questi dati confermano un Paese dinamico, ma alle prese con la stessa sfida che riguarda gran parte d’Europa: finanziare crescita, servizi e welfare senza lasciare correre troppo il debito.