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Malta

Elezioni anticipate? Abela scuote il tavolo politico

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Il primo ministro Robert Abela ha lanciato una bomba politica che ha scosso il panorama nazionale: non esclude affatto l’ipotesi di elezioni anticipate se il Partit Nazzjonalista dovesse, a suo dire, “provare a destabilizzare il parlamento e il paese con i suoi teatrini interni”. Un segnale chiaro, diretto e potenzialmente esplosivo, lanciato in diretta televisiva durante l’intervista al programma Xtra trasmesso su TVM.

“Non escludo nulla per ristabilire la stabilità nel parlamento del nostro paese”, ha dichiarato Abela, lasciando intendere che ogni opzione è sul tavolo. Ma cosa intende esattamente per instabilità, dato che il Labour Party gode di una solida maggioranza di nove seggi? È proprio questo il mistero che agita le acque politiche maltesi.

Il premier ha fatto un parallelo con il passato, sostenendo che il PN avrebbe già generato caos durante la pandemia di COVID-19, alludendo alla battaglia interna che si concluse nell’ottobre del 2020 con l’elezione di Bernard Grech al posto di Adrian Delia. All’epoca, nonostante una maggioranza di otto seggi, Abela non sentì il bisogno di andare al voto anticipato e le elezioni si tennero regolarmente nel 2022.

Ma il cambio di tono è evidente: solo a gennaio scorso, Abela aveva categoricamente escluso la possibilità di elezioni anticipate, affermando che “le elezioni si terranno nel 2027, al momento giusto e opportuno” e che il suo piano era di portare a termine l’intera legislatura. Ora però, tutto sembra rimesso in discussione.

Durante l’intervista, Abela ha mostrato poco interesse su chi potrebbe essere il futuro leader del PN: “Non so più quanti nomi ho sentito come possibili leader del PN. Credo che il vero problema non sia Bernard Grech, ma la fazione a cui appartiene Roberta Metsola, quella che pensa che tutto ciò che fa sia giusto e che tutto ciò che fanno gli altri sia sbagliato”.

E rincara la dose: “Che mi ritrovi di fronte Bernard Grech, Ċikku o Peppu è di importanza secondaria, anzi, è molto meno importante di così”.

Intanto, Bernard Grech, giunto al suo quinto anno alla guida del Partit Nazzjonalista, sembra aver tenuto a bada le lotte intestine, ma fatica a conquistare la fiducia degli elettori. Sebbene il partito abbia ottenuto un risultato superiore alle aspettative nelle elezioni europee dell’anno scorso, è crollato nei consigli comunali, dove il Labour ha dominato nettamente.

I sondaggi più recenti non lasciano spazio a dubbi: il divario tra i due partiti resta stabile, e Robert Abela continua a godere di un tasso di fiducia nettamente superiore rispetto al leader del PN.

Nel frattempo, si fa sempre più insistente il nome di Roberta Metsola, europarlamentare del PN e attuale presidente del Parlamento Europeo, estremamente popolare tra gli elettori nazionalisti. Ma non è l’unica: una parte consistente dell’elettorato resta indecisa su chi dovrebbe guidare il partito, lasciando spazio a potenziali outsider come Alex Borg, deputato gozitano, che da mesi lavora sul proprio profilo pubblico.

Grech, dal canto suo, non sembra intenzionato a farsi da parte nonostante i numeri deludenti nei sondaggi, affermando che il partito resta “tenace” e che la sua bassa fiducia personale “conta poco, perché l’attenzione deve essere rivolta a ciò di cui la gente ha bisogno, non alle persone”.

Foto: Matthew Mirabelli
Video: PBS

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