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Malta

Casa dolce speculazione: boom dei prezzi, affitti alle stelle e sogni in fuga

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I prezzi delle case a Malta sono esplosi: da una cifra “accessibile” a una vera e propria corsa all’oro. Dal 2013 al 2024, i costi delle proprietà sono aumentati di un impressionante 125%, secondo un nuovo rapporto pubblicato martedì da Grant Thornton in collaborazione con l’agenzia immobiliare Dhalia. Una casa che nel 2013 costava 150.000 euro oggi ne vale 337.500. Ma il dato più inquietante? Non si intravede alcun rallentamento: solo tra il 2023 e il 2024 i prezzi sono aumentati di un ulteriore 11,4%.

E se acquistare una casa sembra un sogno irraggiungibile, anche affittare non è certo più semplice. Gli affitti sono saliti del 71% nello stesso arco di tempo: chi pagava 500 euro al mese dieci anni fa, oggi deve sborsarne 850. Una realtà che schiaccia le famiglie maltesi, secondo Jake Azzopardi, CEO della Foundation for Affordable Housing, che ha lanciato un allarme preoccupante durante la presentazione del report: “In genere consideriamo insostenibile spendere oltre il 30% del proprio stipendio per l’affitto. L’anno scorso, a Malta, questa percentuale era al 56%”.

Secondo Azzopardi, la situazione è alimentata da molteplici fattori: speculazione sfrenata, un sistema bancario che incentiva questo modello e datori di lavoro costretti ad aumentare i salari per restare competitivi. Il suo avvertimento è stato rafforzato da George Vella, partner di Grant Thornton, che ha sottolineato come Malta abbia “permesso alla speculazione di determinare i prezzi delle proprietà, soprattutto a discapito dei primi acquirenti”.

Anche il ministro per la riforma del settore edile, Jonathan Attard, è intervenuto all’evento, illustrando alcune delle misure messe in campo negli ultimi anni per rimediare alle storture del mercato. Tra queste: la creazione della Property Market Agency, l’introduzione della licenza per appaltatori e il programma Ixtri Propjetá Sostenibbli, che “allinea l’accessibilità economica alla performance ambientale”.

Ma non è tutto. Il report — basato su oltre 62.000 transazioni immobiliari — descrive una trasformazione profonda del settore: quasi nove abitazioni su dieci approvate lo scorso anno erano appartamenti, tendenza che si conferma dal 2018. Ogni anno, da allora, gli appartamenti hanno rappresentato oltre l’85% delle nuove costruzioni. Un chiaro segnale di cambiamenti demografici, come l’aumento di nuclei familiari composti da una sola persona e giovani professionisti alla ricerca di soluzioni abitative urbane.

Tuttavia, anche se il rapporto tra tipologie abitative è stabile, il numero totale di appartamenti approvati è in netto calo: nel 2018 i permessi concessi erano 11.210, ma nel 2023 sono scesi a 7.543, quasi un terzo in meno.

Secondo il censimento del 2021, oltre la metà delle 297.000 abitazioni maltesi è oggi costituita da appartamenti o attici. E nonostante il patrimonio abitativo sia aumentato di oltre un terzo dal 2011, costruire una casa a schiera è diventato quasi un ricordo del passato: solo il 6% delle nuove abitazioni rientra in questa categoria.

Il report conclude lanciando un appello per promuovere pratiche edilizie sostenibili, affermando che ciò rappresenterebbe “una situazione vantaggiosa per tutti”, capace di rendere “il mercato immobiliare resiliente e pronto per il futuro”.

Foto: Matthew Mirabelli
Video: Archivio Times of Malta

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