Un uomo, in carcere da martedì per un debito civile di 200.000 euro nei confronti del padre, è stato rilasciato giovedì da Corradino dopo che un tribunale civile ha accolto la richiesta dei suoi avvocati di sospendere l’esecuzione del famigerato mandato che aveva portato alla sua detenzione a tempo indeterminato.
Noel Gafà, il tecnico 41enne che non ha mai avuto a che fare con la legge, è stato scortato al penitenziario di Corradino dai marescialli del tribunale che stavano semplicemente eseguendo un mandato emesso su ordine della Prima Sala del Tribunale Civile su richiesta del padre di Gafà.
Questa mossa ha provocato una serie di azioni legali da parte degli avvocati di Gafà e ha suscitato un certo scalpore sia all’interno che all’esterno dei tribunali, con molti membri della professione che si sono chiesti come sia stato possibile resuscitare un mandato in factum così raramente utilizzato.
Mercoledì sera, una Corte di Magistratura ha respinto un’istanza degli avvocati di Gafà in una delle tre misure legali tentate per contestare il mandato.
Hanno presentato un’istanza di Habeas Corpus sostenendo che l’arresto di Gafà era illegale poiché non esisteva alcuna legge che prevedesse l’arresto e la detenzione di una persona per il mancato o incapace pagamento di un debito civile.
Hanno chiesto la sua immediata liberazione, sottolineando anche il fatto che la situazione violava i diritti fondamentali dell’uomo, che vietavano espressamente tale detenzione illegale.
Intorno alle 20.00, dopo una lunga riflessione, il magistrato di turno Noel Bartolo ha emesso un decreto con il quale ha respinto la richiesta della difesa, osservando che Gafà non era detenuto illegalmente, in quanto era detenuto sulla base di un’ordinanza emessa dal tribunale civile.
Gafà, sconvolto ma rassegnato al destino di dover affrontare un periodo indefinito dietro le sbarre finché il padre continuerà a pagare il suo mantenimento in carcere, è stato portato via dalle guardie carcerarie.
Giovedì mattina, tuttavia, la situazione ha preso una piega positiva per Gafà, dopo che i suoi avvocati hanno fatto un ultimo disperato tentativo di farlo uscire di prigione in attesa dei procedimenti civili e costituzionali in corso.
Hanno presentato una nuova istanza allo stesso tribunale civile che aveva emesso il mandato, informando il giudice dell’esito della procedura di Habeas Corpus di mercoledì.
Poiché avevano presentato una precedente richiesta di revoca del mandato, che era ancora in attesa di decisione, è stato chiesto allo stesso tribunale di sospendere l’esecuzione del mandato fino a quando non fosse stata presa una decisione sulla revoca o meno.
Il tribunale ha accolto la richiesta e ha revocato il mandato, consentendo a Gafà di riacquistare la libertà personale.