I piloti di KM Malta Airlines potrebbero ricevere una buonuscita da capogiro entro il 2028: si parla di ben 74 milioni di euro. Un tesoro nascosto dietro un controverso schema di prepensionamento che sta facendo discutere e scuotere le fondamenta del settore aereo maltese.
Lo schema, attivato per la prima volta nell’ottobre 2012 in un accordo tra i piloti e l’allora Air Malta, consente ai piloti con 25 anni di servizio di andare in pensione anticipata a 55 anni, continuando però a percepire due terzi dello stipendio fino al raggiungimento dei 65 anni, età pensionabile. Un patto dorato che rischia ora di trasformarsi in un salasso per le casse pubbliche.
Con la chiusura ufficiale di Air Malta nel marzo 2024, è stato lo Stato a farsi carico direttamente di questo impegno finanziario, concordando una finestra di quattro anni – fino al 2028 – entro la quale i piloti possono far valere il loro diritto alla prepensionamento.
Fonti vicine ai negoziati in corso tra ALPA, il sindacato dei piloti, e KM Malta Airlines rivelano che proprio questo schema – e la sua scadenza nel 2028 – è al centro di un acceso braccio di ferro.
Secondo le fonti, il sindacato non vede di buon occhio la decisione della compagnia di assumere piloti stranieri per sostituire quelli che andranno in pensione anticipata. ALPA, infatti, spingerebbe per estendere il periodo di validità dello schema, così da permettere ai piloti più anziani di continuare a percepire l’intero stipendio, mentre quelli più giovani avrebbero tempo per accumulare le ore di volo necessarie a prendere il loro posto.
Attualmente, i piloti guadagnano uno stipendio base medio di 157.000 euro l’anno, al netto di bonus e supplementi, che variano in base all’esperienza. I primi ufficiali invece percepiscono in media 115.000 euro annui.
Lunedì pomeriggio sono state inviate delle domande ad ALPA, ma il sindacato non ha ancora risposto.
Nel frattempo, nella mattinata di lunedì, ALPA ha annunciato ufficialmente di essere ricorsa all’azione sindacale per tutelare “la sicurezza e il benessere dei propri membri” dopo il fallimento dei negoziati su una serie di questioni. Tra i punti critici citati, vi sono disaccordi sull’anzianità del personale e preoccupazioni sulla modalità con cui i piloti possono perdere la licenza in seguito a provvedimenti disciplinari. Tuttavia, le direttive non fanno alcun riferimento né al prepensionamento né all’assunzione di piloti stranieri.
Un bottino da 74 milioni per 96 piloti
I documenti visti dal Times of Malta mostrano che lo schema di pensionamento anticipato riguarda un totale di 96 tra piloti e primi ufficiali, per un costo complessivo di 73.964.684 euro a carico dei contribuenti.
Finora, 23 tra capitani e primi ufficiali hanno già aderito allo schema, incassando una media di 599.000 euro a testa.
Altri 44 capitani sono pronti a farlo nei prossimi anni, con una buonuscita media di poco superiore ai 911.000 euro ciascuno.
Nel frattempo, i 29 primi ufficiali idonei al programma riceveranno, in media, una somma di poco meno di 693.000 euro.
A rendere la questione ancora più esplosiva, c’è un altro dettaglio: diversi membri del comitato esecutivo di ALPA – proprio coloro che hanno negoziato questo schema nel 2012 – figurano tra i beneficiari, per un totale di oltre 2,3 milioni di euro in buonuscite.
I principali dirigenti del sindacato, come il presidente Marco Lucia, la vicepresidente Charmaine St John e il segretario Kristian Farrugia, riceveranno cifre che vanno dai 680.972 ai 951.672 euro ciascuno.
Il prepensionamento dei piloti non è certo una novità priva di polemiche.
Subito dopo l’entrata in vigore dell’accordo, nei primi mesi del 2013, 20 piloti di Air Malta ricevettero fino a 450.000 euro ciascuno per lasciare il posto, in un disperato tentativo della compagnia di ridurre il proprio peso salariale.
Alla fine, 12 di loro accettarono l’offerta, ma ALPA tornò presto alla carica sostenendo che Air Malta aveva comunque bisogno di assumere nuovi piloti per colmare i vuoti operativi.
Parlando in parlamento nel 2022, il ministro delle Finanze Clyde Caruana aveva definito il prepensionamento “una zavorra attorno al collo di Air Malta”, sottolineando che la compagnia avrebbe potuto affrontare una stangata oltre i 100 milioni di euro se avesse tentato di eliminare la clausola.
Foto: Matthew Mirabelli
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