Il recente recupero controllato del primo stadio del razzo Long March-10B segna un nuovo traguardo per il programma spaziale cinese e rilancia la competizione internazionale nello sviluppo di vettori riutilizzabili.
Un risultato che, secondo l’onorevole Simone Billi, European Patent Attorney e presidente dell’Intergruppo parlamentare per la Protezione dell’Innovazione Tecnologica, va letto anche attraverso l’analisi dei brevetti depositati da Pechino.
Si tratta dii strumenti fondamentali per comprendere le tecnologie impiegate e la strategia con cui la Cina sta consolidando la propria posizione nel settore spaziale.
Queste le parole dell’onorevole Billi: “Il recupero controllato del primo stadio del Long March-10B, effettuato il 10 luglio dalla Cina, rappresenta un passaggio significativo nella corsa ai lanciatori riutilizzabili”.
Billi spiega: “Il booster rientra verticalmente verso una rete mobile con un foro centrale, guidata per allinearsi alla traiettoria del razzo”.
E specifica: “Entrato nel foro, appositi ganci sulla parte superiore intercettano i cavi della rete, che assorbono l’energia residua fino all’arresto”.
Inoltre, Billi puntualizza: “È una soluzione diversa dall’atterraggio su gambe utilizzato da SpaceX.
L’analisi dei brevetti cinesi permette di ricostruire molte delle tecnologie sviluppate per arrivare a questo risultato: sistemi di aggancio, reti, cavi, strutture di cattura e smorzamento“.
Infine conclude: “Il fatto che le domande analizzate risultino depositate esclusivamente in Cina mostra quanto brevetti, know-how e segreto industriale siano ormai strumenti strategici nella competizione tecnologica e spaziale”.