Anthony Joshua è convinto che il pugilato abbia un problema di doping, ma l’ex campione del mondo dei pesi massimi non è sicuro che un divieto più duraturo sia la soluzione ideale.
Sabato Joshua avrebbe dovuto combattere per la seconda volta contro Dillian Whyte alla O2 Arena di Londra, ma l’incontro è stato annullato dopo che il suo rivale britannico ha prodotto “risultati analitici avversi”, secondo un test antidoping condotto dalla Voluntary Anti-Doping Association (VADA).
Di conseguenza, Joshua affronterà il finlandese Robert Helenius questo fine settimana, dopo che il 39enne è stato convocato come sostituto dell’ultimo minuto.
Il caso di Whyte, tuttavia, è tutt’altro che isolato: il duo britannico Amir Khan e Conor Benn hanno entrambi fallito i test antidoping negli ultimi 18 mesi.