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Malta

Valletta rinascita d’artista: Thomas Camilleri riapre la bottega dimenticata

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Thomas Camilleri, l’attore che ha riportato in vita una bottega dimenticata.

Per tre lunghi anni un attore ha lavorato senza sosta per ridare splendore a una delle vetrine più iconiche di Valletta, e oggi lancia un appello accorato al governo: salvate le decine di negozi storici prima che scompaiano per sempre dal volto della capitale.

Nel cuore pulsante dell’ex zona malfamata di Due Balli, Thomas Camilleri ha resuscitato un bazar chiuso da anni, il leggendario Hollywood.

Un tempo negozio caotico, traboccante di quaderni, pentole e ogni tipo di articolo per la casa, ora si erge come un omaggio vivente all’artigianato e al design maltese, in netto contrasto con la deriva della città verso bar, caffè e affitti turistici a breve termine.

La sua è stata una vera impresa d’amore: Camilleri ha lasciato il suo lavoro stabile per dedicarsi completamente a riportare in vita l’edificio, pezzo dopo pezzo, con pazienza e dedizione.

Quello che era nato come una scommessa per salvare “un meraviglioso relitto di negozio” è diventato un manifesto sul valore del patrimonio culturale di Valletta.

Durante la promessa di vendita, Camilleri presentò persino una richiesta urgente di conservazione per salvare l’insegna originale. Quando finalmente mise le mani sulla facciata, il legno era infestato dai tarli e parte dell’insegna si sbriciolò ancora prima dell’inizio dei lavori, perché la cornice era ormai completamente marcia.

Ma il determinato Camilleri non si arrese. Si immerse nello studio delle antiche tecniche di pittura tradizionale per ridare vita all’insegna, riportandola ai suoi fasti originali.

Leli Vella davanti al suo negozio “di tutto”

Oggi quella scommessa è diventata un simbolo. Un atto di amore per Valletta e per ciò che rappresenta.

Camilleri ora chiede che la stessa attenzione venga riservata alle altre botteghe storiche della capitale, molte delle quali, pur essendo “protette” da decenni, giacciono abbandonate e in rovina.

“Dovrebbero essere tutelate, ma nella realtà dei fatti, se vuoi restaurare un edificio devi passare per la Planning Authority e la Superintendence of Cultural Heritage, che giustamente ti tengono d’occhio,” spiega.

“Ma quando un immobile non viene restaurato, nessuno interviene. Così, lentamente, cade a pezzi.”

Camilleri indica la facciata rossa di un vecchio negozio in Merchants Street, il legno spaccato e tenuto insieme da un filo di ferro.

Un tempo ospitava il negozio Raffaele Portelli. L’insegna è sparita, ma quel portone racconta ancora la storia del commercio di Valletta. Se questi fronti continueranno a essere ignorati, “la città rischia di perdere il suo volto,” avverte l’attore.

Propone incentivi fiscali e sovvenzioni simili allo schema Irrestawra Darek, che sostiene il restauro di abitazioni private: “Sono le botteghe che rendono Valletta bella,” insiste.

Com’era un tempo, quando era una cartoleria.

A Due Balli, quella bellezza ha ora una seconda vita. Il negozio d’angolo era in rovina quando Camilleri, tra mille dubbi e difficoltà, riuscì a raccogliere i fondi per acquistarlo dai figli di Leli Vella, l’uomo che gestiva il celebre “negozio di tutto”.

Generazioni di maltesi ricordano di avervi comprato quaderni per la scuola, detersivi o pentole: c’era davvero di tutto.

Hollywood risale agli anni ’50, ma l’edificio è ancora più antico: nell’Ottocento era un bar chiamato HMS Talavera, gestito dalla famiglia Palmier, che viveva accanto e cambiò il cognome in Palmer per “suonare più britannico”.

Un tempo cartoleria e negozio di tutto, oggi Hollywood è una galleria di arte e design locale.

Sugli scaffali riciclati si trovano ceramiche, tessuti ricamati, quaderni illustrati con la flora maltese, gioielli artigianali e libri legati alla cultura dell’isola.

In poche parole, spiega Camilleri, è un luogo dove “seleziono artigiani per condividere tutto ciò che trovo bello e maltese”.

Il suo obiettivo? Creare uno spazio in cui visitatori e maltesi possano entrare in contatto diretto con gli artisti dell’isola, spesso ignorati o senza una piattaforma commerciale.

“Voglio far conoscere il lavoro di artisti che stimo e ammiro, ma che i visitatori non hanno mai l’occasione di incontrare. Amo condividere le creazioni dei miei amici, e questa bottega è un ponte tra loro e il pubblico.”

Tra gli artisti esposti ci sono la sarta Maria Muscat, che trasforma vecchi tessuti e tende vintage in borse uniche — alcune pensate persino per trasportare torte e dolci —, lo scultore Shawn Saliba, noto per le sue opere sacre, ora protagonista in un contesto commerciale, e il fotografo Ed Muscat Azzopardi, il cui “sguardo coraggioso” ha immortalato i vicoli nascosti di Valletta. Convinto da Camilleri, ha finalmente portato le sue immagini fuori dalla camera oscura, esponendole sugli scaffali di Hollywood.

In tutto, una quarantina di artisti, ciascuno con una storia da raccontare.

Camilleri, già conosciuto per il progetto Lazarus Tiles – con cui dà nuova vita alle piastrelle maltesi d’epoca trasformandole in opere murali – ha applicato anche qui il suo talento per il riciclo creativo, arredando e decorando il negozio (e la cantina) con materiali recuperati.

Ha scelto personalmente, una per una, le piastrelle scartate da una cava per creare un effetto Palladiana. La vecchia porta del giardino dei nonni è diventata un tavolo espositivo, mentre il pavimento proviene da una casa gozitana.

Non solo un esercizio estetico e di sostenibilità, ma anche una salvezza economica: “mi hanno tirato fuori da un brutto momento,” ammette.

Con dieci anni di esperienza nel marketing e una carriera da attore affermato, Camilleri non aveva mai gestito un negozio prima d’ora, e sa bene di aver corso un rischio.

È difficile per le piccole botteghe sopravvivere a Valletta: la maggior parte chiude, mentre bar e ristoranti prosperano, cambiando l’anima della città.

“I margini non sono paragonabili. I locali di ristorazione guadagnano molto di più, ma così Valletta perde la sua varietà. Una città viva deve avere bar, caffè, ma anche botteghe, parrucchieri, alimentari. Solo così resta vivibile.”

Valletta è diventata impossibile da abitare, raccontano sempre più residenti.

Camilleri lo sa bene: “non mi faccio illusioni, so di far parte della gentrificazione che sta uccidendo l’anima della città.”

Ammette che un negozio di “bellissimi oggetti e opere maltesi” non risponde alle necessità della popolazione più anziana, ma al numero 92 di Republic Street qualcosa è rinato: turisti e curiosi scoprono qui il vero talento dell’arte maltese.

“Sono certo che ci sono ancora tanti artisti che non conosco e che un giorno vorrei ospitare nel mio negozio. Scoprirli, poco a poco, è parte del divertimento.”

Foto: [Archivio Times Of Malta]

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