Connect with us

Malta

Schembri e soci mettono in crisi il processo: emergono dubbi sui periti

Published

on

Keith Schembri, l’ex capo di gabinetto del primo ministro Joseph Muscat, e due suoi ex soci d’affari sono pronti a scuotere ancora una volta le aule di tribunale. In attesa del processo per presunto riciclaggio di denaro legato a un affare da milioni di euro sulla vendita di una macchina da stampa, i tre hanno presentato un’istanza urgente che solleva pesanti dubbi sull’imparzialità degli esperti forensi che hanno condotto le indagini. Un’accusa shock che potrebbe cambiare tutto.

Schembri, suo padre Alfio, il socio in affari Malcolm Scerri, l’accountant Robert Zammit e alcune delle società legate all’ex braccio destro di Muscat sono accusati di crimini finanziari in relazione alla vendita di macchinari da stampa alla Progress Press. Le accuse, formalizzate nel marzo del 2021, includono anche il coinvolgimento di Adrian Hillman e Vince Buhagiar, ex direttori generali di Allied Newspapers, la compagnia madre del Times of Malta. A loro volta sotto processo, Hillman e Buhagiar avrebbero intascato tangenti per ben 5,5 milioni di dollari.

Nonostante si siano dichiarati tutti non colpevoli, gli intrecci di denaro, potere e politica continuano a svelare scenari inquietanti. Quest’anno, Schembri è finito di nuovo sotto i riflettori: insieme a Muscat e altre figure di spicco, è stato accusato di un ruolo cruciale nel famigerato contratto di privatizzazione degli ospedali Vitals, successivamente annullato. Durante una recente udienza, l’esperto straniero Samuel Sittlington, nominato per condurre un’analisi forense, ha testimoniato come testimone dell’accusa, svelando dettagli che potrebbero mettere ulteriormente in crisi i protagonisti dello scandalo.

Ma c’è di più: subito dopo la testimonianza di Sittlington, i legali di Schembri hanno depositato un’istanza rivelatrice. Hanno affermato di aver scoperto, nelle ultime ore, documenti che mostrerebbero come alcuni esperti forensi, mentre lavoravano sull’inchiesta, fossero in “negoziazioni avanzate” con il Commissario di Polizia, trattative che prevedevano un compenso vicino al milione di euro. La bomba è esplosa quando i legali hanno interrogato Sittlington, che ha confermato che il Commissario di Polizia Angelo Gafa’ gli aveva richiesto una proposta per la formazione di reclute e ufficiali nella lotta ai crimini finanziari.

Secondo quanto dichiarato dai legali, un’email in particolare avrebbe sollevato ulteriori dubbi. In essa, Sittlington avrebbe scritto al Commissario: “Essendo a conoscenza di diverse indagini in corso sui crimini finanziari, sono ben consapevole delle sfide che affrontate e sono onorato di poter contribuire a questo processo.” Nonostante Sittlington abbia ammesso di aver discusso il progetto con l’allora vice commissario Alexandra Mamo, ha dichiarato che non si è mai concretizzato, poiché la polizia stava cercando fondi dall’Unione Europea. Da allora, non ha più avuto notizie sul progetto.

Gli avvocati di Schembri, Edward Gatt, Mark Vassallo e Shaun Zammit, non si sono fermati qui. Hanno chiesto al giudice, che presiede il caso Progress Press, di ordinare a Sittlington, al Commissario di Polizia e all’ex vice commissario Mamo di testimoniare e di esibire tutta la corrispondenza relativa, già menzionata nelle udienze legate al caso Vitals. Secondo i legali, queste nuove informazioni sono prove fondamentali per stabilire se gli esperti coinvolti possano essere davvero considerati “imparziali e indipendenti” come richiede la legge.

Cosa emergerà ancora da questo intricato caso di potere, soldi e manipolazioni?

Foto: [Archivio Times Of Malta]

Continue Reading