Un vero e proprio divieto choc è apparso nel cuore di Rabat: cartelli con la scritta “No dogs allowed” – ovvero “Vietato l’accesso ai cani” – sono spuntati nel giardino appena riqualificato Fr Martin Caruana. Una decisione drastica, che ha lasciato sbalorditi molti residenti, soprattutto i proprietari di animali domestici che frequentavano quotidianamente l’area verde. Ma cosa ha spinto il comune a una scelta tanto controversa?
Il sindaco Sandro Craus non ha lasciato spazio a interpretazioni: “Ci hanno subissato di lamentele. Alcuni padroni di cani non raccolgono gli escrementi dei loro animali, rendendo il giardino impraticabile per tutti”. Il giardino, situato proprio di fronte a St Dominic e Our Lady of the Grotto, era stato inaugurato solo l’anno scorso dopo una riqualificazione completa: nuova pavimentazione, panchine moderne e illuminazione a basso consumo. Un progetto da mezzo milione di euro finanziato con fondi europei, ora minacciato dall’inciviltà di pochi.
Ma i cittadini non ci stanno. Uno dei residenti di Rabat ha raccontato con frustrazione: “Ho più di un cane e quel giardino è parte della mia routine quotidiana. Io pulisco sempre dopo i miei animali, ma so che non tutti lo fanno. Però questo divieto è ingiusto, è davvero deludente e frustrante vedere quei cartelli ovunque”.
Il sentimento di esclusione serpeggia tra gli amanti degli animali: “Dove dovrei portarli adesso?”, si chiede un altro abitante, mentre il sindaco ribadisce la temporaneità della misura. “Non è giusto. È un giardino pubblico, ma alcuni padroni lasciano escrementi ovunque”.
E ora arriva la stretta tecnologica: presto saranno installate telecamere di sorveglianza nel giardino. “È vicino a una casa per anziani, e anche da lì sono arrivate segnalazioni: il terreno è pieno di feci canine”, ha spiegato Craus. Le telecamere, già collegate, serviranno non solo a identificare i padroni scorretti, ma anche a scoraggiare eventuali atti vandalici.
Infine, il primo cittadino ha annunciato un piccolo dietrofront: i cartelli saranno spostati dagli ingressi del giardino e posizionati soltanto vicino alle aiuole. “Anch’io ho un cane, e pulisco sempre dopo di lui. Ma dobbiamo rispettare chi vive in zona”, ha concluso Craus.
Foto: Matthew Mirabelli