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Malta

Burmarrad emergono scheletri antichi: Malta riscrive la sua storia

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Una scoperta sorprendente e carica di mistero ha scosso il tranquillo paesaggio di Burmarrad: un antico cimitero post-romano è venuto alla luce nel sito archeologico di Tal-Bidnija, rivelando resti scheletrici che potrebbero riscrivere interi capitoli della storia maltese. Gli archeologi, durante gli scavi, hanno rinvenuto almeno due scheletri umani in quella che si rivela essere una zona di sepoltura sconosciuta fino ad oggi.

L’annuncio è stato dato da Heritage Malta, che ha definito la scoperta “entusiasmante”, aggiungendo che getta nuova luce sullo sviluppo storico a lungo termine dell’area. E non è tutto: secondo fonti storiche medievali, la zona continuò ad essere abitata anche dopo l’antichità classica. Un dettaglio che ora trova una conferma concreta e tangibile, proprio sotto i nostri piedi.

“Le prove emerse durante questa stagione di scavi stanno aiutando i ricercatori a ricostruire la storia sociale e agricola dell’area” ha dichiarato Heritage Malta.

Nel cuore del sito, all’interno di una struttura absidata, restauratori e conservatori hanno portato alla luce strati di intonaco finemente decorato, sollevando con meticolosa pazienza ogni frammento per analizzarlo e conservarlo. Ma l’importanza del sito non finisce qui: l’intera area è legata alla coltivazione dell’olivo, come dimostrano l’attiguo uliveto e la presenza di una rarissima vasca in pietra romana utilizzata per decantare l’olio d’oliva.

Gli scavi, promettono gli esperti, riprenderanno il prossimo anno, mentre prosegue lo studio post-scavo di tutti i reperti rinvenuti.

L’indagine fa parte del progetto OLEA – una collaborazione tra Heritage Malta, l’Università di Malta e il Superintendence of Cultural Heritage. Lanciato nel 2020, il progetto fonde competenze e risorse nazionali con l’obiettivo di gestire, proteggere e studiare in modo professionale uno dei siti di patrimonio rurale più promettenti dell’arcipelago.

Ora giunto al suo secondo anno di scavi, il progetto OLEA rappresenta anche un’importante palestra formativa per gli studenti di archeologia dell’Università di Malta, che possono fare esperienza sul campo contribuendo attivamente a una ricerca scientifica in pieno svolgimento.

Il sito venne segnalato per la prima volta nel 1912 a Sir Temi Zammit, ma rimase perlopiù inesplorato fino agli anni tra il 2008 e il 2012, quando fu riscoperto grazie al Malta Survey Project.

Le analisi condotte con radar a penetrazione del suolo e lo studio dei reperti superficiali rivelarono strutture sotterranee compatibili con una villa rustica romana o un complesso agricolo, situato nei pressi di un uliveto che si stima abbia oltre 500 anni.

E mentre gli scavi riprenderanno nel 2026, va ricordato che già ad aprile una rivelazione sensazionale aveva sconvolto le conoscenze storiche tradizionali: una scoperta esclusiva aveva infatti dimostrato che la storia dell’uomo a Malta risale ad almeno 1.000 anni prima di quanto finora ritenuto, e che i primi abitanti delle isole non erano agricoltori, come insegnano libri e musei, bensì cacciatori-raccoglitori. Una riscrittura radicale delle nostre origini.

Foto: Heritage Malta
Video: Heritage Malta

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