Connect with us

Malta

Malta: tasso di disoccupazione di marzo stabile al 3,5%

Published

on

Il mercato del lavoro maltese mostra segnali di stabilità. A marzo 2026 il tasso di disoccupazione mensile destagionalizzato si è attestato al 3,5%, lo stesso livello registrato a febbraio. Un dato che conferma una fase di sostanziale equilibrio, anche se il confronto con lo stesso mese dell’anno precedente evidenzia un aumento di 0,4 punti percentuali.

Secondo i dati contenuti nella dispensa dell’NSO, nel mese di marzo le persone disoccupate a Malta erano 12.248. Il numero risulta in lieve calo rispetto a febbraio, con una diminuzione dello 0,6%, ma resta più alto rispetto a marzo 2025, quando i disoccupati erano meno numerosi: su base annua l’incremento è infatti del 15,8%.

A pesare maggiormente sul totale è la fascia adulta della popolazione attiva. Le persone tra i 25 e i 74 anni senza lavoro erano 9.372, pari al 76,5% del totale dei disoccupati. I giovani tra i 15 e i 24 anni rappresentavano invece il 23,5%, con 2.875 persone in cerca di occupazione.

Proprio la disoccupazione giovanile resta uno degli elementi più significativi del quadro maltese. A marzo il tasso per la fascia 15-24 anni è stato pari al 9,6%, in diminuzione di 0,3 punti percentuali rispetto al mese precedente. Si tratta comunque di un valore sensibilmente più alto rispetto al tasso generale, confermando che l’ingresso nel mondo del lavoro continua a essere la fase più delicata.

Guardando alla differenza tra uomini e donne, il tasso di disoccupazione maschile si è attestato al 3,6%, in lieve calo rispetto a febbraio. Per le donne, invece, il dato è salito al 3,4%, con un incremento mensile di 0,1 punti percentuali.

Nel complesso, la fotografia di marzo racconta un mercato del lavoro stabile nel breve periodo, ma con alcune aree da monitorare: l’aumento rispetto all’anno precedente e il peso ancora rilevante della disoccupazione giovanile. Malta mantiene quindi un livello generale contenuto, ma la crescita del numero di persone senza lavoro rispetto al 2025 suggerisce prudenza nella lettura dei prossimi mesi.