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Malta

Malta stretta sull’edilizia: rivoluzione urbanistica Labour

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Le promesse includono una consultazione per rivedere i piani locali e un registro nazionale delle gru.

Aggiornato il 16 maggio con la risposta del ministero

Labour vuole mettere mano ai contestatissimi piani locali di Malta, rivoluzionare il tribunale dei ricorsi urbanistici e rendere molto più semplice bocciare sul nascere le richieste di sviluppo considerate “senza speranza”. Una mossa destinata ad accendere un nuovo scontro politico e sociale sul futuro urbanistico dell’isola.

Le proposte fanno parte del manifesto elettorale del partito per le elezioni generali del 2026 e offrono uno sguardo chiaro sulla visione del governo per il settore edilizio e urbanistico nei prossimi cinque anni. Tra promesse di riforme, strette sulle costruzioni fuori zona edificabile e nuove regole contro gli abusi, il documento tenta di rispondere alle crescenti paure dei cittadini per l’eccessiva cementificazione del Paese.

Il manifesto propone diverse modifiche alle leggi urbanistiche, alcune potenzialmente molto incisive. Tuttavia, sul fronte della riforma del settore delle costruzioni, gli impegni restano limitati: solo quattro punti sono dedicati a “un settore edilizio regolamentato” in un documento che contiene oltre 1.000 proposte.

Revisione dei piani locali

Tra le misure più controverse spicca la proposta di avviare una “consultazione estesa” per rivedere i piani locali del 2006, che costituiscono la spina dorsale delle regole urbanistiche e di zonizzazione di Malta.

Il manifesto afferma che la consultazione “deve salvaguardare i terreni non ancora sviluppati ma affrontare le contraddizioni presenti negli attuali piani locali”. L’obiettivo finale, secondo il documento, è “garantire maggiore uniformità edilizia e certezza durante tutto il processo urbanistico”.

I cittadini indicano regolarmente l’eccessiva costruzione come uno dei problemi più gravi di Malta: un sondaggio Esprimi dell’aprile 2026 commissionato dal Times of Malta l’ha classificata tra le principali preoccupazioni della popolazione.

Nella scorsa legislatura Labour aveva tentato di rivedere le leggi urbanistiche attraverso due distinti disegni di legge parlamentari (Bills 143 e 144), ma il processo fu bloccato dopo una massiccia reazione negativa da parte dell’opinione pubblica.

Robert Abela ha dichiarato all’inizio di questo mese che quelle riforme andranno avanti solo se verrà raggiunto un consenso, pur sostenendo che una revisione dei piani locali sia ormai attesa da troppo tempo. Una promessa del 2021 di riesaminare quei piani non si è mai concretizzata.

Sia Labour che il Nationalist Party hanno chiarito che non riclassificheranno alcun terreno reso edificabile durante l’esercizio di razionalizzazione del 2006, sostenendo che sarebbe ingiusto nei confronti dei proprietari terrieri.

Stop ai lavori durante i ricorsi

Il manifesto di Labour non fa riferimento esplicito ai Bills 143 e 144. Tuttavia, promette di presentare entro “pochi mesi” una legge che congelerà i lavori relativi ai permessi urbanistici oggetto di ricorso.

Questa promessa rappresenta il punto chiave della proposta ed è ampiamente sostenuta da attivisti e gruppi della società civile, che da tempo denunciano come gli sviluppatori sfruttino le attuali leggi per completare i lavori prima che i ricorsi vengano decisi.

Divisione dell’EPRT

Labour intende inoltre dividere in due il tribunale che esamina questi ricorsi, l’Environment and Planning Review Tribunal. Secondo la proposta, un tribunale si occuperà esclusivamente dei ricorsi legati alla pianificazione urbanistica, mentre l’altro seguirà quelli ambientali.

La misura rispecchierebbe la separazione amministrativa che ha portato alla creazione di due enti distinti: la Planning Authority (PA) e l’Environment and Resources Authority (ERA).

Regole più severe per le ODZ

Labour afferma di voler irrigidire le disposizioni della Rural Policy della PA per limitare dimensioni e portata degli sviluppi nelle Outside Development Zones.

Le decisioni relative alle ODZ saranno basate sulla “classificazione degli agricoltori, sull’attività agricola e su altri fattori per determinare se gli edifici esistenti possano essere utilizzati come residenze, tra le altre cose”, afferma il manifesto.

La Rural Policy della PA è stata revisionata l’ultima volta oltre dieci anni fa. Un tentativo di modificarla nel 2020 fu praticamente congelato dopo forti critiche. Da allora, i legislatori l’hanno modificata solo a pezzi.

Revisione del DC2015

Il partito propone anche una revisione della contestatissima politica urbanistica DC2015.

Quel documento rappresenta il principale insieme di regolamenti della Planning Authority in materia di design degli edifici, altezze, layout e paesaggi urbani. Un allegato aveva di fatto consentito agli sviluppatori di inserire più piani mantenendo la stessa altezza complessiva dell’edificio, alterando radicalmente il panorama urbano e i volumi edilizi.

Il manifesto di Labour afferma di voler aggiornare la politica “per garantire una qualità edilizia e urbanistica più elevata, soprattutto per quanto riguarda estetica, contesto degli edifici e volumi”.

Stop alle richieste “senza speranza”

Il partito propone inoltre di rivedere le procedure della Planning Authority per rendere più rapido e semplice respingere le richieste considerate “senza basi legislative”.

Per farlo, vuole modificare il processo iniziale di verifica delle domande. Se una richiesta apparirà chiaramente in violazione delle leggi urbanistiche, verrà inviata direttamente alla Planning Commission per il rigetto, evitando la lunga fila delle normali pratiche urbanistiche.

“Questo trasformerà un processo che normalmente richiede diversi mesi in uno che richiede poche settimane, evitando inutile ansia tra comuni e residenti vicini”, afferma il manifesto.

Gli sviluppatori le cui richieste verranno accelerate verso il rigetto potranno opporsi e chiedere una revisione completa della pratica. In tal caso, l’obiezione formale della Planning Commission entrerà a far parte del fascicolo.

Registro nazionale delle gru

Molto meno ambiziosi appaiono invece i piani per regolamentare il settore delle costruzioni: le uniche vere proposte sono la creazione di un registro nazionale delle gru a torre e di un fondo per accelerare i risarcimenti alle persone le cui proprietà vengono danneggiate da sviluppatori terzi.

Il manifesto afferma che il lavoro per redigere i codici edilizi nazionali sarà completato nella prossima legislatura, ma evita di impegnarsi chiaramente sulla loro trasformazione in legge.

Un portavoce del ministero per la riforma del settore delle costruzioni ha dichiarato che l’intenzione è approvare leggi che rendano tali codici legalmente vincolanti.

“Il processo relativo ai codici edilizi non riguarda solo la loro stesura ma, come indicato nel manifesto, si concluderà anche con la loro implementazione attraverso strumenti legislativi applicabili”, ha spiegato il portavoce.

La scorsa legislatura è stata segnata da una serie di crolli edilizi e tragedie sfiorate. Uno di quei crolli provocò la morte del giovane Jean Paul Sofia e spinse il governo ad accelerare diverse riforme e rafforzare gli enti regolatori del settore.

Interrogato all’inizio della settimana su come il partito intenda ridurre le preoccupazioni per l’eccessivo sviluppo in aree densamente costruite come Gżira e Sliema, Robert Abela ha indicato la strategia di Labour di sviluppare grandi parchi nazionali in luoghi come Manoel Island e il complesso White Rocks a Pembroke.

Secondo Abela, questi grandi progetti verdi aiutano a ristabilire “l’equilibrio” tra la necessità di continuare lo sviluppo edilizio e il bisogno dei cittadini di avere spazi ricreativi.

Protezione urbanistica per Manoel Island

Il manifesto di Labour include anche le promesse urbanistiche che il leader Robert Abela ha ripetuto durante la campagna elettorale.

I terreni pubblici situati nelle zone di razionalizzazione non saranno utilizzati per sviluppi speculativi, promette il manifesto, mentre i piani locali saranno modificati per garantire che nessuna costruzione venga consentita a Manoel Island.

Allo stesso modo, il manifesto promette “emendamenti legali” per proteggere da future speculazioni i parchi e le aree verdi sviluppati negli ultimi anni.

Labour promette inoltre regole più chiare per tavoli e sedie all’aperto. Ristoranti e caffetterie avranno segnalazioni sul pavimento per rendere visibili al pubblico le delimitazioni autorizzate, mentre i recidivi rischieranno di perdere la licenza per i posti all’esterno.

Foto: Times of Malta
Foto: Chris Sant Fournier
Foto: Matthew Mirabelli

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