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Malta

Malta, spiaggia di asciugamani e ombrelloni in protesta davanti al Parlamento

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Asciugamani da spiaggia, ombrelloni e un chiosco di bibite all’ananas fuori dal Parlamento martedì sera, mentre gli ambientalisti protestano contro le pressioni create dai settori marittimo e turistico in crescita a Malta.

Una spiaggia maltese sovraffollata ha preso il posto davanti al Parlamento martedì sera, mentre le ONG ambientaliste organizzavano una protesta simbolica contro le pressioni create dai settori marittimo e turistico in crescita a Malta.

I manifestanti hanno steso asciugamani da spiaggia, montato ombrelloni e persino allestito un chiosco a forma di ananas, riflettendo la recente moda della bevanda estiva diffusa alla Blue Lagoon, per evidenziare lo spazio sempre più limitato e conteso a disposizione del pubblico sulla costa dell’isola.

I membri di Friends of the Earth Malta e del suo progetto Save Our Shores hanno puntato i riflettori sulla nave di intrattenimento galleggiante NoMa, sull’inquinamento e hanno chiesto la protezione della Posidonia.

L’azione segue un anno di lavoro di Save Our Shores con le comunità costiere di Malta e Gozo. Attraverso assemblee comunitarie, ricerche, mostre e coinvolgimento pubblico, i residenti hanno condiviso le proprie preoccupazioni sulle pressioni che colpiscono le loro coste e hanno contribuito a definire le richieste politiche della campagna.

Nei mesi scorsi, Friends of the Earth Malta ha lavorato per promuovere una partecipazione pubblica inclusiva e ampia, raccogliendo firme per la petizione Save Our Shores, che verrà consegnata al Parlamento nelle prossime settimane e che conta già oltre mille firme.

The protest highlighted, among others, the increasingly limited and contested space available to the public on Malta's beaches and coastline. Photo: Friends of the EarthLa protesta ha evidenziato, tra l’altro, lo spazio sempre più limitato e conteso a disposizione del pubblico sulle spiagge e sulla costa di Malta. Foto: Friends of the Earth

La petizione chiede di proteggere la costa e il mare di Malta per il bene comune, non per pochi privilegiati, ed espone tre richieste principali elaborate insieme alle comunità costiere:

  • Proteggere l’accesso pubblico alla costa e al mare di Malta attuando pienamente il Public Domain Act del 2016
  • Pubblicare dati trasparenti e accessibili al pubblico sull’inquinamento atmosferico, acustico e marino derivante dalle attività portuali e marittime.
  • Sviluppare una roadmap nazionale chiara e concreta per collegare tutte le navi da crociera all’alimentazione elettrica da terra entro il 2030

Hanno inoltre chiesto una rigorosa applicazione delle norme mediterranee sulle emissioni di zolfo, sostenendo controlli equivalenti sull’azoto, oltre a regole severe per prevenire l’inquinamento proveniente dai settori marittimi a tutela degli ecosistemi costieri.

La ONG chiede inoltre che gli ecosistemi costieri e marini vengano designati, ripristinati e restituiti alla natura, e che venga riconosciuto il ruolo della biodiversità.

“Preservare le aree costiere non edificate, ampliare le reti di aree protette e attuare rigorosi piani di gestione che limitino il numero di imbarcazioni, oltre al rumore e alle luci”, ha dichiarato Friends of the Earth.

La campagna ha inoltre documentato l’impatto dei settori marittimi di Malta attraverso la ricerca del giornalista Julian Delia e le fotografie di Darrin Zammit Lupi.

La petizione Save Our Shores resterà aperta per pochi altri giorni per chi desidera sostenere queste richieste, prima che vengano consegnate ai decisori.

Fonte: Times of Malta: https://timesofmalta.com/article/environmentalists-pitch-towel-outside-parliament-coastal-protest.1135196

Credit foto di copertina: Friends of the Earth

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