Le monete da uno e due centesimi sono da tempo sotto accusa: più grattacapi che benefici reali, un peso inutile nelle tasche dei cittadini.
Due terzi dei maltesi sono favorevoli all’abolizione delle monete da uno e due centesimi: è quanto emerge da un sondaggio condotto a livello di eurozona che accende nuovamente il dibattito su questi spiccioli dal valore quasi simbolico.
Il dato rispecchia da vicino l’umore del resto dell’Unione Europea, dove il 61 per cento dei cittadini ha espresso il desiderio di eliminare le due monete dal valore più basso della valuta. A Malta, la percentuale è persino più alta: il 63 per cento ritiene che le due monete di rame dovrebbero sparire dalla circolazione.
Anche la Malta’s Chamber of Small to Medium-sized Enterprises (SMEs) si schiera apertamente a favore dell’eliminazione delle monete di scarso valore nominale, spiegando che le sue indagini interne tra i commercianti “rivelano che una forte maggioranza sostiene l’eliminazione graduale delle monete da uno e due centesimi”.
“Molti consumatori tendono già a evitare queste monete quando ricevono il resto, il che suggerisce che creino più disagio che benefici. Questa percezione è ulteriormente rafforzata dal fatto che produrre queste monete a basso valore costa più del loro valore effettivo”, ha dichiarato un portavoce della Chamber of SMEs.
Le due monete sono considerate più problematiche che utili almeno dal 2013, quando un rapporto della European Commission concluse che la produzione di questi tagli minimi rappresenta un’“attività in perdita” per l’area euro, poiché spesso costa più del loro valore facciale.
Il rapporto, tuttavia, avvertiva che l’arrotondamento dei prezzi conseguente all’abolizione delle monete da uno e due centesimi potrebbe generare malcontento tra i cittadini.
“Gli elementi di costo devono essere bilanciati con altre considerazioni, in particolare la reazione negativa del pubblico che le regole di arrotondamento potrebbero innescare”, si legge nel documento.
Rispondendo a un’interrogazione parlamentare nel 2023, un portavoce della European Commission (EC) ha dichiarato che l’EC stava valutando diverse opzioni, tra cui il mantenimento dello status quo, modifiche di politica “soft” e proposte legislative per interrompere la circolazione delle monete.
Il rapporto Eurobarometer, pubblicato questo mese, ha intervistato cittadini di tutta l’eurozona nel settembre scorso.
Dallo studio emerge che l’euro rimane generalmente popolare tra gli utenti: complessivamente, il 70 per cento degli intervistati ha dichiarato di sostenere la valuta unica. A Malta, il consenso sale all’81 per cento.
Solo la Croazia, che ha introdotto l’euro nel 2023, ritiene che la moneta abbia fatto più male che bene: oltre la metà dei croati (51 per cento) crede che l’euro sia stato un elemento negativo per il Paese.
Foto: Antoinne Farrugia Lauri