Punti chiave Fase offshore cruciale in arrivo: la fabbricazione del cavo sottomarino IC2 è stata completata, il carico da Charleston è previsto a dicembre e le operazioni di posa inizieranno successivamente. Sono in corso anche i preparativi per il tunnel HDD di circa 300 m in Sicilia, tappa chiave per collegare le sezioni offshore e onshore del cavo. Posa del cavo terrestre quasi completata: circa il 92% dei 21 km del percorso del cavo terrestre ad alta tensione in Sicilia è già stato installato e restano solo gli ultimi 1,7 km. Questa sezione sarà completata al termine dei lavori HDD, permettendo il collegamento tra il sistema di cavi sottomarini e quello terrestre. Procedono i lavori importanti alla stazione terminale di Ragusa: sono in corso le opere infrastrutturali necessarie per integrare IC2 nella rete di trasmissione italiana, tra cui le fondazioni del nuovo quadro ibrido, le canalette per i cavi che collegano il quadro al reattore da 220 kV e ulteriori infrastrutture antincendio a supporto della fase finale del progetto. Il progetto IC2 continua a progredire, con lavori che avanzano in parallelo su diversi filoni chiave in Sicilia. Durante una visita al sito di Ragusa, i giornalisti sono stati aggiornati sugli ultimi sviluppi da Interconnect Malta e dai vari appaltatori che realizzano il progetto. La visita ha fatto seguito allo spegnimento temporaneo del primo interconnettore (IC1), necessario per consentire una fase cruciale dei lavori all’interno della stazione terminale di Ragusa e le opere infrastrutturali collegate al completamento di IC2. Lo spegnimento fa parte di un programma attentamente coordinato tra Interconnect Malta, Enemalta, Terna e gli appaltatori del progetto, volto ad avvicinare il secondo interconnettore alla messa in servizio. Una tappa fondamentale della visita è stata l’area di approdo del cavo, vicino al Porto Turistico di Ragusa, dove opera Ragusa Xpress. Qui sono in corso i preparativi per l’esecuzione di un’operazione di perforazione direzionale orizzontale (HDD). I lavori HDD prevedono la costruzione di un tunnel lungo circa 300 m con un diametro di perforazione di 800 mm, che consentirà il passaggio del cavo sottomarino dal fondale alle infrastrutture a terra, riducendo al minimo l’impatto ambientale e costiero. La ministra Dr Miriam Dalli ha incontrato i rappresentanti di Nexans, l’appaltatore responsabile della fabbricazione e dell’installazione del cavo sottomarino che collega Malta e la Sicilia. Nexans ha illustrato la complessità tecnica dell’operazione HDD, descrivendola come una delle attività più critiche ancora da svolgere nel programma di consegna del progetto, ora che la fabbricazione del cavo è stata completata. L’azienda ha confermato che il carico del cavo dallo stabilimento di Charleston è previsto verso dicembre, con operazioni di posa che dovrebbero iniziare successivamente. La delegazione ha incontrato anche i rappresentanti di SELT S.p.A., responsabile dell’installazione di circa 21 chilometri di cavo terrestre interrato ad alta tensione in Sicilia. SELT ha confermato che circa il 92% del percorso è già stato posato, con soli 1,7 km circa ancora da completare. La sezione finale sarà installata al termine dei lavori HDD, permettendo il collegamento tra il cavo sottomarino e la rete di cavi terrestri. L’azienda ha inoltre spiegato che, dei 21 pozzetti di giunzione realizzati lungo il percorso, la giunzione dei cavi ad alta tensione è in sospeso solo in sei località, a conferma dell’attenta ottimizzazione del progetto di posa del cavo. La visita si è conclusa alla stazione terminale di Ragusa, dove la ministra ha incontrato i rappresentanti di Terna Energy Solutions, che stanno eseguendo importanti opere infrastrutturali necessarie per integrare IC2 nella rete di trasmissione italiana. Tra i lavori in corso figurano la costruzione delle fondazioni dei nuovi sezionatori del quadro ibrido isolato in gas, l’installazione di canalette per i cavi che collegano il quadro al reattore shunt da 220 kV appena installato, oltre alla costruzione di ulteriori pareti antincendio. “I progressi raggiunti sui vari fronti di lavoro dimostrano la portata e la complessità di questo progetto strategicamente importante. Dall’avvio dei lavori HDD al quasi completamento del percorso del cavo terrestre, fino ai vasti potenziamenti in corso alla stazione terminale di Ragusa, stiamo raggiungendo traguardi significativi mentre ci avviciniamo alle fasi finali di realizzazione. Il Secondo Interconnettore è una componente chiave della strategia energetica a lungo termine di Malta e rafforzerà la sicurezza dell’approvvigionamento, sostenendo al contempo la transizione del Paese verso un sistema energetico più sostenibile e resiliente”, ha dichiarato la ministra Miriam Dalli. IC2 è parte centrale del programma infrastrutturale energetico a lungo termine di Malta ed è inserito nel pilastro Trasformazione energetica, climatica e ambientale della Vision 2050 di Malta. Una volta in servizio, il Secondo Interconnettore raddoppierà la capacità di interconnessione elettrica di Malta con l’Europa continentale, rafforzerà la sicurezza dell’approvvigionamento nazionale, offrirà maggiore flessibilità operativa al sistema elettrico e sosterrà gli obiettivi di decarbonizzazione in corso. “Mentre la domanda di elettricità continua a crescere e il panorama energetico evolve rapidamente, progetti come IC2 sono essenziali per garantire la flessibilità, la resilienza e la capacità necessarie a sostenere la futura crescita economica, facilitare una maggiore integrazione delle energie rinnovabili e mantenere un approvvigionamento elettrico sicuro e affidabile per le isole maltesi”, ha dichiarato il presidente esecutivo di Enemalta Ryan Fava. Il presidente di Interconnect Malta Godwin Agius ha commentato: “Il livello di coordinamento richiesto tra più appaltatori internazionali, operatori di rete e specialisti tecnici evidenzia la complessità della realizzazione di un’infrastruttura di questo tipo. È incoraggiante vedere progressi sostanziali in contemporanea su tutte le principali componenti del progetto. I traguardi raggiunti oggi sul campo sono il culmine di molti anni di pianificazione, autorizzazioni, confronto con i soggetti interessati e sviluppo tecnico. Riflettono il contributo collettivo di istituzioni finanziarie europee, governo e autorità di regolamentazione, rappresentanze diplomatiche, operatori di rete, appaltatori, consulenti e team di progetto di Malta e dell’Italia. Desidero ringraziare tutti coloro che hanno contribuito per la dedizione, la collaborazione e l’impegno condiviso nel trasformare il progetto da visione a realtà.” Il progetto è cofinanziato dall’Unione europea attraverso il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), a sostegno degli sforzi di Malta per costruire un sistema energetico più resiliente e sostenibile.