Un’ondata scioccante di odio e commenti islamofobi ha travolto la scena politica maltese dopo l’annuncio della candidatura di Omar Rababah, candidato del Labour, scatenando indignazione e prese di posizione da tutto lo spettro politico. Ma Rababah non arretra: in mezzo alla tempesta, rilancia con forza il suo messaggio, dichiarando di credere fermamente in una “politica dell’amore, non dell’odio”.
La vicenda, esplosa domenica e aggiornata alle 12.45 con le reazioni di ADPD e del primo ministro Robert Abela, mette in luce tensioni profonde nella società maltese. Rababah, cittadino maltese di origine siriana e musulmano praticante, racconta di essersi preparato a questa valanga di attacchi già prima di rendere pubblica la sua candidatura.
Parlando al Times of Malta, Rababah ha spiegato: “Ho ricevuto molto odio da quando ho annunciato le elezioni, ma io credo in una politica dell’amore, non dell’odio.”
Secondo lui, dietro a questa reazione ci sarebbe anche una strategia mirata: “Penso che molto di questo sia una campagna orchestrata perché alcuni credono che io possa attrarre elettori che di solito non votano per il Labour.”
Assistente sociale e attivista noto per il suo impegno, Rababah ha annunciato la sua candidatura sabato con il Labour Party, spiegando di essere stato invitato a farlo dal primo ministro Robert Abela.
In un video sui social, ha dichiarato: “Vorrei essere il politico che ho sempre desiderato che i politici fossero. Non prometterò perfezione, perché certamente non sono perfetto. Prometto autenticità e lealtà a ciò in cui credo.”
Da quel momento, i social media sono stati invasi da commenti razzisti e offensivi, con alcuni utenti che sostengono addirittura che un musulmano non dovrebbe poter partecipare alla politica locale.
Di fronte a questa ondata di odio, il primo ministro Robert Abela ha espresso pubblicamente la sua solidarietà, definendo Rababah un “amico”: “Grazie per il tuo coraggio. Siamo al tuo fianco,” ha dichiarato davanti a una folla a Naxxar domenica.
Anche il Nationalist Party ha condannato con fermezza “tutte le forme di commenti razzisti, attacchi personali e odio, così come le osservazioni che discriminano sulla base della religione o del genere e che minano il rispetto per l’individuo.”
Il partito ha aggiunto: “Il Nationalist Party ha sempre lavorato a favore di una società inclusiva che dia voce a tutti. Ogni individuo dovrebbe godere dello stesso livello di rispetto, dignità e opportunità.”
E ancora: “Chiunque scelga di contribuire al Paese merita di essere trattato con dignità, indipendentemente dalla propria origine o dalle proprie convinzioni. Una politica migliore inizia con il rispetto e la ragione.”
Anche Momentum ha espresso solidarietà, sottolineando che Rababah ha “tutto il diritto di candidarsi alle elezioni” in quanto cittadino maltese.
Il leader Arnold Cassola ha dichiarato: “Le origini razziali o le convinzioni religiose non hanno nulla a che vedere con tutto questo. Una democrazia funzionante garantisce piena libertà politica e religiosa ai suoi cittadini, indipendentemente dal Paese di origine della loro famiglia. Tutti i leader politici dovrebbero ricordare ai loro sostenitori il vero significato di tolleranza e solidarietà.”
ADPD ha condannato i commenti razzisti, sottolineando che “una democrazia forte è quella capace di celebrare la diversità in un contesto di libertà di espressione rispettosa degli altri.”
Anche il alto funzionario governativo Ryan Spagnol ha denunciato duramente gli attacchi: “La sporcizia e l’odio nei commenti e nei video che vengono sistematicamente pubblicati per demolire Omar Rababah sono disgustosi.”
Ha aggiunto: “Ha semplicemente annunciato che sarà candidato alle prossime elezioni, e alcune persone hanno sentito il bisogno di trascinarlo nel fango.”
Spagnol ha inoltre ricordato il percorso di Rababah, evidenziando come sia cresciuto “nelle strade dei nostri villaggi, giocando a calcio e aiutando nella comunità.”
“Lo ricordiamo in Pulse mentre lavorava duramente come tutti gli altri… Oggi contribuisce al settore sociale più di quanto facciano i proclami di chi crede nella purezza dei maltesi.”
Anche l’ala giovanile del PL ha condannato i commenti, sostenendo che molti dei profili falsi responsabili degli attacchi razzisti “sono molto vicini al Nationalist Party.”
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