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Malta

Malta notte di terrore: madre aggredita dal figlio in preda alla furia

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Un figlio si scaglia contro la madre in un impeto di furia notturna, la afferra per il collo e la minaccia brutalmente. È successo a Malta, dove un uomo di 28 anni ha ammesso davanti al giudice di aver aggredito fisicamente e verbalmente sua madre, provocandole ferite lievi. Ma dietro questa aggressione si nasconde una tensione familiare esplosiva, culminata in un episodio di violenza che ha costretto la donna a fuggire da casa e rifugiarsi in un centro protetto.

Tutto ha avuto inizio lo scorso 10 luglio, quando la madre si è presentata al Domestic Violence Unit per denunciare il figlio. “Mi ha insultata e aggredita”, ha raccontato agli agenti, secondo quanto riferito in aula dal Police Inspector Colin Sheldon. Il giorno prima, l’uomo – il cui nome non può essere pubblicato per ordine del tribunale – avrebbe afferrato una bottiglia di vino dal frigorifero e rivolto alla madre parole inquietanti: “Credi che non me ne sia accorto? Credi di potermi prendere in giro? Quello che fai a me, io lo faccio a te”.

Dopo aver sbattuto la porta della sua stanza, sarebbe riemerso intorno all’1:30 di notte, mentre la madre era ancora sveglia. Ed è lì che la situazione è degenerata: l’uomo le si sarebbe avvicinato, l’avrebbe afferrata per il collo e le avrebbe detto in tono minaccioso: “Non ti azzardare a dire a qualcuno di venire a prendermi”. La donna è riuscita a liberarsi dalla presa e lui, in preda alla rabbia, ha sferrato un pugno al frigorifero.

La madre ha poi denunciato l’aggressione alla polizia, presentando anche un certificato medico che conferma lesioni lievi. Secondo l’ispettore Sheldon, rintracciare il figlio non è stato facile: l’uomo è stato arrestato solo diversi giorni dopo. Durante l’interrogatorio, si è rifiutato di spiegare il significato delle frasi rivolte alla madre.

In aula, l’avvocata d’ufficio Yanica Barbara Sant ha contestato il motivo per cui l’uomo sia stato accusato con arresto anziché tramite citazione, ma l’ispettore ha giustificato la decisione affermando: “Non ho voluto rischiare”. Nel frattempo, la vittima ha abbandonato l’abitazione e si trova ora in una struttura protetta. È emerso anche che le valutazioni del rischio per le vittime cambiano sensibilmente quando il rapporto familiare non è di tipo coniugale.

L’uomo è stato formalmente accusato di aver causato lesioni lievi alla madre, di averla minacciata, insultata e aggredita, oltre ad averle infuso il timore di subire violenze future. In aula, ha ammesso ogni addebito.

Il tribunale, presieduto dalla magistrata Ann Marie Thake, ha emesso una sentenza che prevede tre anni di libertà vigilata e un ordine restrittivo della durata di tre anni a favore della vittima. Rimane in vigore il divieto di pubblicare i nomi dei protagonisti del caso.

Foto: Matthew Mirabelli

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