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Malta

affitti brevi: stop al veto dei vicini, ma le nuove regole cambieranno tutto?

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Gli host di Airbnb possono tirare un sospiro di sollievo: il governo ha deciso di fare marcia indietro! Il discusso piano che avrebbe dato ai vicini il potere di bloccare gli affitti brevi è stato definitivamente accantonato. Ma attenzione: il ministro del Turismo Ian Borg promette nuove regole per garantire il rispetto del vicinato e la loro applicazione è tutt’altro che scontata.

L’idea era stata annunciata lo scorso novembre dal CEO della Malta Tourism Authority (MTA), Carlo Micallef, che aveva dichiarato l’intenzione di negare le licenze di affitto breve agli appartamenti situati in condomini dove i residenti non fossero d’accordo. Una mossa drastica per contrastare le lamentele su rumori molesti, rifiuti lasciati in strada e il continuo via vai di turisti. Ora, però, tutto cambia.

In un’intervista al podcast Times Talk del Times of Malta, Borg ha stroncato la proposta, definendola “ingiusta” e assicurando che non vedrà mai la luce. “Non possiamo penalizzare chi il governo stesso ha incoraggiato a investire negli affitti brevi,” ha dichiarato. Tuttavia, ha sottolineato che la libertà di affittare non deve trasformarsi in un incubo per i residenti: “Ci saranno regole per garantire il rispetto tra vicini, per affrontare il problema del rumore e della gestione dei rifiuti. E il governo dovrà farle rispettare.”

Ma le nuove normative funzioneranno davvero?

“Sarebbe stato un disastro!”

Matthew Zammit, CEO di 360 Estates, una società che gestisce centinaia di appartamenti su Airbnb, ha accolto con entusiasmo la retromarcia del governo. “È positivo che il piano sia stato cancellato. Non possiamo permettere che siano i vicini a decidere cosa possiamo o non possiamo fare con la nostra proprietà. Sarebbe stato catastrofico per il settore,”  ha dichiarato.

Zammit ha rivelato che l’incertezza creata dalla proposta ha già avuto effetti devastanti: “Molte vendite sono saltate per colpa di questa storia.” Ma anche lui riconosce che il settore ha bisogno di regole più chiare. Secondo lui, una delle soluzioni potrebbe essere vincolare il rilascio delle licenze alla stipula di contratti per la raccolta dei rifiuti. “Il problema numero uno è la spazzatura. Se dobbiamo intervenire su qualcosa, è quello.”

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Tra le altre soluzioni, Zammit suggerisce il check-in obbligatorio in presenza per gli arrivi notturni e l’installazione di sensori di rumore negli appartamenti in affitto.

“Così non si governa un Paese!”

Anche il sindaco di Swieqi, Noel Muscat, aveva criticato la proposta iniziale, definendola confusa e inefficace. Tuttavia, ora chiede maggiore chiarezza e rigore nelle normative. “Ogni volta che cambia il ministro, cambia anche la strategia. Così non si governa un Paese!”  ha sbottato.

Swieqi è una delle zone più colpite dall’esplosione degli affitti brevi e, secondo il sindaco, la situazione è ormai fuori controllo: “I principali problemi sono spazzatura, vandalismo e disturbo della quiete pubblica. Sono favorevole a misure che affrontino questi problemi, ma servono regole severe e applicabili.”

Muscat ha rilanciato l’idea di fissare un limite massimo agli affitti turistici per evitare che Swieqi si trasformi in una “nuova Paceville”“C’è una grande domanda di affitti brevi, e va bene. Non dobbiamo fermarli, ma controllarli.”

“Prima facciamo rispettare le leggi che già esistono”

Il presidente della Malta Hotels and Restaurants Association (MHRA), Tony Zahra, ha criticato l’idea di introdurre nuove normative senza prima garantire il rispetto di quelle attuali. “Parliamo di nuove regole, ma non siamo neanche in grado di far rispettare quelle che già esistono. Qual è il senso?”

Secondo Zahra, attualmente esistono almeno 4.000 proprietà affittate illegalmente in tutto il Paese. “Siamo in una situazione ridicola: chi segue le regole viene penalizzato, mentre chi lavora nell’illegalità continua a farlo senza problemi. Prima facciamo rispettare le norme, poi parliamo di nuove misure.”

“Controlli? Davvero?”

Le reazioni online alla promessa di Borg di rafforzare i controlli sono state, nella migliore delle ipotesi, scettiche. Un utente ha commentato su Facebook: “Regole che nessuno fa rispettare? Solo gocce nell’oceano.” Un altro ha ironizzato: “Controlli? Davvero?”

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Molti lettori del Times of Malta hanno definito la notizia “una barzelletta”, accusando il governo di favorire il business piuttosto che i residenti. “Ci avevano promesso lo stesso a Valletta, e ora la musica ad alto volume è diventata un incubo per chi ci vive,”  ha scritto qualcuno.

Un altro commento ha riassunto il sentimento generale in una frase tagliente: “Da quando in questo paese si fanno rispettare le leggi?”

Ma non tutti hanno accolto la notizia con cinismo. Un utente ha commentato: “Finalmente un po’ di buon senso. Ben fatto!”

Foto: Shutterstock.com

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