L’ospedale Santo Stefano di Prato sarebbe già al limite della capacità, nonostante a fine anno siano state inaugurate due nuove ali che dovevano garantire altri 60 posti letto Covid. A denunciarlo sono Francesco Torselli, capogruppo di Fratelli d’Italia nel Consiglio regionale della Toscana, e Chiara La Porta, dirigente nazionale del partito.
“Dopo due mesi scopriamo che le nuove ali non sono ancora in funzione e che i letti sono stati ‘parcheggiati’ al primo piano del nuovo ospedale, laddove doveva nascere una galleria commerciale”, affermano i due esponenti di FdI.
Secondo Torselli e La Porta, il Santo Stefano è saturo non per mancanza di posti letto, ma per la carenza di infermieri. “L’assessore Bezzini e la Asl sono consapevoli dell’andamento della pandemia da settimane, perché non si sono preparati in tempo per la nuova ondata?”, chiedono, criticando l’assessore alla sanità per aver parlato di nuove assunzioni di personale medico e infermieristico quando, sostengono, la maggioranza sarebbero in realtà stabilizzazioni di personale già operativo.
I due esponenti di FdI chiedono inoltre al presidente Giani che fine abbiano fatto i 300 posti letto Covid previsti al Centro Pegaso, l’ex Creaf, struttura che ad oggi sarebbe in grado di ospitare solo 23 pazienti. “Ma il Centro non doveva servire ad arginare nuove ondate del virus ed alleggerire la pressione sugli ospedali?”, si chiedono Torselli e La Porta, ricordando che a inizio legislatura Giani realizzò il Centro investendovi 5 milioni di euro, con una capacità prevista fino a 300 pazienti.
“L’immobile continua ad essere una fucina di sprechi dei governi di sinistra. Pratesi e toscani non si meritano una gestione così improvvisata e poco oculata della pandemia”, concludono i due esponenti di Fratelli d’Italia.
Foto: Fratelli d’Italia
Fonte: https://www.fratelli-italia.it/toscana-torselli-e-la-porta-santo-stefano-al-limite-dove-sonoo-i-300-posti-letto-dell-ex-creaf/