«Il dato Istat di oggi dice che l’emergenza caro vita è sempre più grave: a settembre l’inflazione sale al 4,2% su base annua, dal 3,3% di agosto, con un +0,7% in un solo mese. A trainarla sono i beni energetici, cresciuti del 22,3% rispetto al 17,1% del mese precedente. Sono i prezzi che pesano di più sui bilanci delle famiglie e dei redditi bassi, e sui costi delle imprese». Lo afferma Antonio Misiani, responsabile Economia e finanza nella segreteria nazionale del Pd.
Per Misiani la decisione di Eni di abbassare il prezzo di benzina e bollette è una buona notizia, ma il governo non può scambiare un gesto volontario e a tempo per una politica energetica. Il tetto ai carburanti ha un impatto inevitabilmente parziale e vale per trenta giorni, con una proroga che dipende dalle scelte delle aziende che l’hanno deciso. Lo sconto sulle bollette Eni è riservato a chi sottoscrive un nuovo contratto entro il 24 ottobre.
«Chi non cambia offerta, spesso anziani e famiglie in difficoltà , resta fuori, mentre Arera annuncia per i circa 3 milioni di clienti vulnerabili un aumento del 37,3% in bolletta nel quarto trimestre. Il governo si preoccupa di chi confronta le offerte o di chi fatica ad arrivare a fine mese?», si chiede l’esponente dem.
Misiani denuncia poi una contraddizione: il governo rivendica queste iniziative come proprie, ma il ministro Urso ricorda che le società quotate rispondono ai loro azionisti e che lo Stato non le controlla. «O sono politica pubblica, e allora servono regole, trasparenza e una platea chiara, oppure non lo sono, e allora non possono sostituire un intervento strutturale». Resta inoltre senza risposta, osserva, cosa accadrà quando finiranno sia il taglio delle accise, che il governo sta già riducendo, sia il tetto volontario dei prezzi, con un’inflazione che corre a questo ritmo.
Per questo, sottolinea Misiani, serve una vera politica energetica: misure per l’emergenza in aiuto dei settori più colpiti e delle famiglie più vulnerabili, una strategia di accelerazione delle rinnovabili e di diffusione dei contratti di lungo periodo per disaccoppiare il prezzo dell’elettricità da quello del gas, il rafforzamento delle reti e degli stoccaggi e più risorse per la riqualificazione energetica delle case popolari e per il trasporto pubblico.
«Il Pd – conclude Misiani – ha da tempo presentato le proprie proposte, sia per fronteggiare l’emergenza che per utilizzare al meglio lo spazio di flessibilità di bilancio da 14 miliardi che la Ue ha riconosciuto all’Italia per la sicurezza energetica. È tempo che il governo apra un confronto vero in Parlamento su tutti questi temi».
Fonte: https://partitodemocratico.it/energia-misiani-con-linflazione-al-42-gli-sconti-a-tempo-non-bastano-serve-una-vera-politica-energetica/