L’autonomia differenziata rappresenterebbe un passaggio verso un sistema amministrativo più moderno, responsabile e vicino alle esigenze dei territori.
È la posizione espressa dai senatori di Fratelli d’Italia Renato Ancorotti e Paola Ambrogio in merito allo schema di intesa preliminare per l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia alle Regioni.
Secondo Ancorotti, lo schema di intesa preliminare costituisce un patto di fiducia tra lo Stato e le amministrazioni regionali.
Il senatore lo considera un atto di coraggio politico e amministrativo, capace di favorire il passaggio da un modello centralizzato e burocratico a un federalismo definito maturo, moderno e sostenibile.
Ancorotti richiama in particolare il ruolo economico della Lombardia, che, secondo i dati citati nel comunicato, produce il 22 per cento del prodotto interno lordo nazionale.
Lo stesso sottolinea inoltre il contributo fiscale versato ogni anno dai cittadini lombardi allo Stato centrale, sostenendo che una parte rilevante di queste risorse non ritorni sul territorio.
Nel suo intervento, Ancorotti si concentra anche sulla sanità lombarda, scelta, secondo quanto affermato, da cittadini provenienti da diverse parti d’Italia.
Il senatore, infatti, ritiene che l’attuale sistema non permetta alla Regione di assumere personale in misura sufficiente per ridurre le liste d’attesa.
L’autonomia, a suo giudizio, consentirebbe di intervenire con maggiore efficacia, introducendo anche un principio di responsabilità finanziaria alternativo alle politiche assistenziali del passato.
Per Ancorotti, l’intesa rispetterebbe le garanzie costituzionali e permetterebbe di avviare una nuova stagione politica, rendendo le Regioni più moderne e responsabili.
Paola Ambrogio sottolinea, invece, l’origine costituzionale dell’autonomia differenziata.
La senatrice richiama l’articolo 116, terzo comma, affermando che la possibilità di attribuire ulteriori forme di autonomia alle Regioni non nasce da una scelta dell’attuale maggioranza, ma da una previsione già contenuta nella Costituzione.
Secondo Ambrogio, l’autonomia differenziata non sarebbe quindi in contrasto con la Costituzione, ma rappresenterebbe l’attuazione di una sua disposizione.
La senatrice precisa che la richiesta di autonomia non avrebbe l’obiettivo di ottenere privilegi o risorse aggiuntive.
La finalità sarebbe invece quella di avvicinare il luogo in cui vengono prese le decisioni ai territori nei quali emergono i bisogni.
Attribuire maggiori responsabilità alle Regioni su determinati temi permetterebbe, secondo Ambrogio, di adottare decisioni più puntuali e tempestive.
Infine, la riforma dovrebbe essere attuata nel rispetto dei livelli essenziali delle prestazioni e delle garanzie costituzionali.
A tal proposito, Ambrogio sostiene inoltre che il principio di uguaglianza non debba essere confuso con una completa uniformità tra i territori, presentando l’autonomia come uno strumento per rendere più rapide le decisioni delle Regioni e adattare gli interventi alle esigenze specifiche dei territori.