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Malta

Sliema pacchi misteriosi dal carcere al St James Hospital

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Un dipendente dell’ospedale ha consegnato due pacchi dal carcere all’ospedale. Foto d’archivio.

Un testimone dell’ospedale St James Hospital ha rivelato in aula un retroscena clamoroso nel caso di procreazione medicalmente assistita non autorizzata che vede imputato Erin Tanti: per due volte avrebbe trasportato personalmente un misterioso pacco dal carcere all’ospedale di Sliema.

Il testimone, Raymond Agius, impiegato da dieci anni presso il St James Hospital, è salito sul banco dei testimoni durante il processo penale contro il condannato per omicidio Erin Tanti, la sua compagna Marisa Gallo, e il medico Josie Muscat.
I tre sono accusati di aver effettuato una procreazione medicalmente assistita senza autorizzazione, dopo che Tanti avrebbe messo incinta la compagna mentre si trovava in carcere. Tutti e tre si dichiarano non colpevoli.

Agius ha accettato di testimoniare dopo che l’accusa ha dichiarato che nei suoi confronti non sarebbe stata intrapresa alcuna azione penale. Ha spiegato di avere la mansione di “estate facilitator”, ovvero di occuparsi di varie commissioni e consegne per l’ospedale. Riconoscendo Muscat tra gli imputati, Agius ha raccontato che fu proprio il medico a ordinargli di ritirare un pacco presso il Corradino Correctional Facility.

La prima volta – ha detto – era una mattina di sabato. Usando un’auto aziendale, si recò al carcere, bussò alla porta e comunicò al personale che era lì per ritirare un pacco. Poco dopo comparve una seconda persona che gli consegnò una busta bianca sigillata. Agius ha dichiarato di non aver potuto vedere cosa contenesse.

Si diresse poi verso lo St James Capua Hospital di Sliema e lasciò il pacco alla reception, dicendo soltanto: “Ecco questo, lo manda Josie.”

La seconda volta, Agius utilizzò la propria auto personale per andare di nuovo al carcere, ritirò un’altra busta sigillata e la consegnò ancora una volta alla reception dell’ospedale di Sliema.

Il testimone ha aggiunto di non aver mai chiesto dettagli sui pacchi, né il personale in abiti civili del Corradino Correctional Facility gli chiese spiegazioni.

Durante il controinterrogatorio, l’avvocato della difesa Jason Azzopardi gli ha chiesto dei suoi rapporti con Muscat. Agius ha confermato di conoscerlo da dieci anni e di nutrire reciproca fiducia. Ha ammesso di aver svolto per lui innumerevoli commissioni, senza mai chiedere troppe informazioni.

In aula ha testimoniato anche Christine Schembri Deguara, consulente capo di Hope Fertility Malta, che ha spiegato di essere stata contattata dalla polizia in merito a una persona sospettata che aveva avuto una consulenza nella sua clinica.

L’ostetrica e ginecologa ha raccontato che Marisa Gallo si era recata presso la sua clinica nell’ottobre 2024, dove era stata effettuata una valutazione delle sue possibilità di fertilità. La dottoressa le aveva illustrato le diverse opzioni, precisando però di non poter fornire ulteriori dettagli poiché non disponeva di informazioni sul partner della donna.

Schembri Deguara ha sottolineato che fu svolta unicamente una valutazione individuale della Gallo, la quale le aveva solo riferito che il suo compagno si trovava in carcere. Tuttavia, la dottoressa non fu informata dell’identità del partner né del reato per cui era stato condannato.

Ha poi spiegato in aula l’intero iter necessario per una procreazione medicalmente assistita: la valutazione psicologica indipendente, l’autorizzazione dell’Embryo Protection Authority, e la compilazione dei moduli obbligatori prima di poter avviare qualsiasi trattamento.

Il processo riprenderà a dicembre.

Ha presieduto il magistrato Leonard Caruana.

L’accusa è condotta dagli ispettori di polizia Lydon Zammit e Stephen Gulia.

Gli avvocati Jason Azzopardi, Joseph Bugeja e Nicolai Bugeja rappresentano Muscat, mentre Franco Debono e Matthew Xuereb assistono Tanti e Gallo.

Foto: Archivio Times of Malta

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