Il giornalismo sotto assedio, tra verità manipolate, fake news e una società sempre più diffidente. Ma è proprio in questo scenario incandescente che il primo ministro Robert Abela lancia un messaggio potente e controverso: “I giornalisti devono prosperare, ma senza danneggiare ingiustamente le persone”. Un monito che scuote le fondamenta della libertà di stampa, mentre Malta celebra i 90 anni del Times of Malta con una conferenza esplosiva nel cuore di Valletta.
Davanti a un pubblico attento e preoccupato, riunito all’hotel The Phoenicia per discutere di informazione e disinformazione nel nostro tempo, Abela ha riconosciuto i pericoli crescenti: “La disinformazione si diffonde più veloce che mai, mentre le redazioni affrontano pressioni economiche senza precedenti”. Eppure, ha assicurato che il governo non ha alcuna intenzione di reintrodurre la diffamazione penale, cancellata nel 2018 all’indomani dell’assassinio di Daphne Caruana Galizia.
Il primo ministro ha poi evidenziato l’adozione da parte di Malta della legislazione anti-SLAPP, diventando il primo Paese dell’UE a farlo. Tuttavia, i critici e il Consiglio d’Europa rimangono scettici, denunciando che la legge esclude i casi interni e quindi risulta inefficace.
“Tutto questo riflette un principio guida: una democrazia non può funzionare senza un giornalismo libero e di qualità”, ha dichiarato Abela, lodando il giornalismo coraggioso che informa e educa la società. Ma ha ribadito anche l’importanza dell’equilibrio: “I giornalisti hanno il dovere di informare il pubblico, ma anche quello di non arrecare ingiustamente danno agli individui”, aggiungendo che la maggior parte dei professionisti riesce a mantenere questo equilibrio delicato.
Ma è stato l’editor-in-chief del Times of Malta, Herman Grech, a scuotere davvero la platea, con un appello accorato e quasi disperato: “Difendete il giornalismo indipendente. L’attacco alla verità è senza precedenti”. Un grido d’allarme che richiama ogni cittadino a non restare in silenzio: “Parlate, sfidate la disinformazione, sostenete la stampa indipendente. Perché questa non è solo la nostra corsa. È la corsa di Malta. E il premio è la democrazia stessa”.
Grech ha poi denunciato la difficoltà crescente per i giornalisti nell’ottenere informazioni di interesse pubblico e ha lamentato che troppi professionisti abbandonano il settore, schiacciati da burnout e difficoltà finanziarie. Ha accolto con favore l’abolizione della diffamazione penale e i progressi nella cultura mediatica, ma ha sottolineato che i nodi irrisolti restano: “L’emittente pubblica è ancora da riformare e manca una protezione costituzionale per i giornalisti”.
Anche la presidente Myriam Spiteri Debono ha parlato con forza: “Il giornalismo deve difendere la verità e la credibilità. Le notizie devono essere obiettive e fondate eticamente”. Ha ammonito contro la deriva dell’informazione-spettacolo: “Una notizia non è un reel da 45 secondi con 183 caratteri. E non tutti possono definirsi giornalisti”. Il suo invito è chiaro: la società non può restare a guardare davanti agli abusi dei diritti umani e deve battersi per una stampa più protetta.
Sulla stessa linea anche Alex Perici Calascione, vicesegretario del Partito Nazionalista, che ha sottolineato quanto oggi sia difficile distinguere il vero dal falso e ha lanciato un appello ai giornalisti: “Tenete viva la ricerca della verità”.
Durante il dibattito che ha seguito gli interventi, è emersa una realtà allarmante: i giornali faticano a raggiungere il pubblico, soprattutto i giovani. Bertrand Borg, online editor del Times of Malta, ha rivelato: “Parlando con studenti universitari del terzo anno, nessuno di loro ha indicato un sito di notizie come fonte di informazione”. E ha aggiunto: “L’algoritmo decide cosa vediamo e cosa no. Cerchiamo di adattare i contenuti a qualcosa che nemmeno comprendiamo del tutto”.
Secondo Borg, la scuola insegna a interpretare la letteratura, ma non i contenuti giornalistici: “Dovremmo chiederci: da dove arriva questa informazione? Chi l’ha detta? Forse ora si insegna, ma dubito fortemente che sia così”.
Ma non tutto è perduto. Kurt Farrugia, ex capo della comunicazione del governo e attuale CEO di Transport Malta, ha lanciato un messaggio di speranza: “Invece di combattere le piattaforme digitali, usiamole per diffondere i fatti”. Un’opinione condivisa da Ariadne Massa, ex news editor del Times of Malta oggi PR strategist, che ha ricordato le sfide iniziali nella produzione di contenuti video, ma ha ribadito quanto siano cruciali per raggiungere il pubblico.
Alan Hunter, ex head of digital del The Times di Londra, ha sottolineato l’importanza di un giornalismo che sappia alternare contenuti brevi e accessibili a reportage approfonditi: “Alcuni giornalisti si perdono nei loro racconti. Ma il lettore vuole capire come questa storia lo riguardi personalmente”.
Foto: Matthew Mirabelli
Video: [Archivio Times of Malta]