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Malta

St Julian’s cambia volto: via libera al maxi impianto sportivo in mare

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Un nuovo colosso sportivo affacciato sul mare di St Julian’s è pronto a cambiare per sempre il paesaggio della baia: il mastodontico progetto di espansione dello St Julian’s Aquatic Sports Club ha ottenuto il via libera dall’Environmental Resources Authority (ERA), nonostante le polemiche legate all’impatto ambientale e visivo. Ma attenzione: il destino finale dell’opera è ancora nelle mani della Planning Authority, che dovrà decidere se concedere o meno il permesso edilizio.

Con sette voti favorevoli e due contrari, l’ERA ha approvato un progetto che, pur ridimensionato rispetto alla versione iniziale, resta impressionante: si parla infatti di un campo regolamentare per la pallanuoto, un’area per l’allenamento dei più piccoli, spalti panoramici, un lido con ristoranti, spogliatoi, docce, servizi igienici e persino una sala riunioni. Una vera cittadella dello sport che si estenderà direttamente in mare.

Dietro la proposta, il presidente del club Peter Bonavia, attraverso l’architetto Edwin Mintoff, ha presentato il piano identificato come PA/6663/24. Ma il cuore del dibattito resta lo stesso: per costruire questa struttura, sarà necessario bonificare 2.230 metri quadrati di mare, invadendo anche 197 metri quadrati di una preziosa prateria marina di Posidonia oceanica.

Due anni fa, il progetto fu respinto proprio per l’alto impatto sull’ambiente e sul paesaggio. Da allora, le modifiche non sono state poche: la superficie da recuperare è stata ridotta dai precedenti 3.140 m² agli attuali 2.230 m², mentre l’area di Posidonia interessata è stata drasticamente ridimensionata – da 1.089 m² a 197 m², un taglio dell’80%.

Secondo l’ERA, si tratta di “un miglioramento significativo”, che ha ridotto l’impatto ambientale da “maggiore e significativo” a “moderato o minore”. Un elemento chiave? Il fatto che la barriera frangiflutti sarà costruita su pali, permettendo così alla vegetazione marina di non essere completamente sepolta, anche se “resterà comunque esposta a fenomeni di ombreggiatura e erosione”.

Per quanto riguarda l’impatto visivo, anche qui ci sono stati accorgimenti: l’ERA ha sottolineato come le modifiche al design – come la curvatura degli spigoli della piattaforma in cemento – abbiano ridotto l’impatto visivo, specialmente dalla zona di Xatt is-Sajjieda.

In passato, il progetto era stato duramente criticato per l’impatto visivo “massiccio” quando osservato da Pjazza Balluta e Xatt is-Sajjieda. Ora, grazie alle revisioni, questo impatto è stato declassato a “moderato”. Tuttavia, da altre prospettive, il danno visivo resterà tra “moderato e significativo”.

L’ERA ha infine riconosciuto che alcuni impatti visivi sono “inevitabili in caso di bonifiche marine, soprattutto in aree urbane”.

Foto: AIS Environment
Foto: AIS Environment

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