Una veduta aerea della zona di Ta’ Amparell, a Safi.
Foto: Kollettiv
Un’ondata di protesta scuoterà Malta questo sabato: i gruppi di residenti di undici località si riuniranno a Safi per lanciare un grido d’allarme contro le attuali leggi sull’urbanistica e le tanto discusse riforme che potrebbero stravolgere il volto dell’isola.
Il luogo simbolo di questa battaglia sarà Ta’ Amparell, a Safi, dove un’enorme distesa di terreno agricolo rischia di trasformarsi in un complesso residenziale da 300 appartamenti. Il progetto, giudicato da molti come un espediente burocratico, è stato infatti suddiviso in sei richieste di pianificazione separate – una mossa che, secondo i residenti, mira ad aggirare il controllo pubblico e istituzionale.
Il comune di Safi e i cittadini locali si oppongono con forza a questa proposta.
Il sindaco Johan Mula ha lanciato l’allarme: l’intervento porterebbe a 1.000 nuovi residenti – praticamente un aumento del 30% rispetto alla popolazione attuale.
“Uno sviluppo di queste dimensioni avrebbe un impatto devastante su una piccola comunità come Safi,” ha dichiarato il sindaco Johan Mula. “Il Comune sostiene che, se proprio dovesse avvenire un intervento su questo sito, esso deve essere sostenibile. Tra le nostre richieste figurano la redazione di un masterplan e la realizzazione di una Valutazione Strategica d’Impatto.”
Anche Jeanette Borg, presidente di Il-Kollettiv, ha denunciato come quanto sta accadendo a Safi si stia ripetendo in tutta Malta.
“Quello che succede oggi a Safi non è diverso da ciò che avviene a Żurrieq e Qrendi, dove le aree di razionalizzazione stanno divorando gli spazi aperti dentro e tra i paesi. I residenti di ogni città maltese devono costantemente difendere il proprio territorio da un’urbanizzazione senza freni,” ha spiegato Borg.
Ha poi aggiunto: “Siamo stati attivi nei colloqui con il governo sulle Leggi di Pianificazione e abbiamo sempre rappresentato gli interessi dei gruppi di residenti. Una delle principali preoccupazioni riguarda l’impatto dei disegni di legge 143 e 144: il primo mira ad allentare le restrizioni urbanistiche, il secondo a limitare i diritti degli obiettori. Il risultato complessivo? Più costruzioni, più traffico, più sovrappopolazione e maggiore distruzione del territorio agricolo. Dopo dieci anni di costruzioni sfrenate, dovremmo imboccare la direzione opposta.”
La conferenza stampa, organizzata da Il-Kollettiv insieme al Comune di Safi, si terrà sabato alle 10:00 del mattino e sarà sostenuta dai gruppi di residenti di Safi, Qrendi, Żurrieq, Żejtun, Birżebbuġa, Marsascala, Marsaxlokk, Sliema, Valletta, Swatar, Kalkara e Mellieħa.
Foto: Kollettiv