Lorin Sciclina è uno dei due imputati per l’omicidio di Lassana Cisse.
Lorin Scicluna ha preso posto al banco dei testimoni per deporre nel processo per omicidio e raccontare la notte in cui Lassana Cisse fu ucciso con un colpo di arma da fuoco sette anni fa.
Cisse fu assassinato il 6 aprile 2019, mentre tornava a casa a piedi da una partita di calcio a Birżebbuġa. Fu colpito da tre proiettili. Uno si conficcò nella parte posteriore del cervello, e morì sul colpo.
Lorin Scicluna fu arrestato il 17 maggio 2019, mentre accompagnava una banda musicale delle Forze Armate di Malta a Naxxar.
In mattinata, mercoledì, Scicluna e i giurati hanno visitato diversi luoghi di interesse per il caso, tra cui quello in cui Cisse fu ucciso.
17:19 – Scicluna non ha menzionato problemi con l’autoradio durante l’interrogatorio
Nicole Meilak
L’accusa passa ora all’episodio di investimento con fuga del 1° febbraio. Scicluna afferma che, quando sono passati davanti al migrante la prima volta, non gli hanno detto nulla. “Ho fatto inversione per poterci rivolgere di nuovo a lui, solo per vederlo arrabbiare. Volevamo che ci rispondesse. Ci divertiva.”
Dice che l’autoradio si interrompeva, quindi ha cominciato ad armeggiare con la chiavetta USB.
“Lei non ha mai menzionato la chiavetta USB durante l’interrogatorio,” chiede Darlene Grima a Scicluna.
“Senta, non ero in un buono stato. Non sono entrato in tutti i dettagli. Cercavo di sistemare lo stereo, con l’altra mano sul volante.”
Grima suggerisce che Scicluna abbia fatto inversione in modo che la schiena del migrante fosse rivolta verso l’auto e non vedesse il loro avvicinamento.
“No, perché altrimenti non sarei riuscito a dirgli qualcosa per farlo guardare verso di noi o rispondere, cosa che trovavamo divertente. Francesco lo ha colpito con il parafango, e lui è finito sul parabrezza, mandandolo in frantumi. Poi ho girato bruscamente il volante, e Malini è stato sbalzato fuori dal parabrezza.”
17:10 – Scicluna: l’episodio della bicicletta “non era niente di grave”
Nicole Meilak
Il legale dell’accusa riporta Lorin Scicluna all’episodio della bicicletta.
Grima: Concordiamo sul fatto che, il giorno dell’episodio della bicicletta, lei è sceso dall’auto per affrontarlo perché, dopo che gli ha detto qualcosa, lui ha reagito e ha colpito la sua auto?
Scicluna: Sì, poi ha cominciato a lanciare pietre, e una di queste ha colpito Jason Green. Francesco e io abbiamo iniziato a dirgli: “Smettila di lanciare pietre.” Poi abbiamo visto Green inseguirlo e sbattere la bicicletta a terra.
Grima: Si pente di quello che è successo quel giorno con la bicicletta?
Scicluna: Non era successo nulla di grave. Non pensavo che la situazione sarebbe degenerata. È successo solo che Jason è stato colpito.
Grima: Quel giorno ha rimosso le targhe?
Scicluna: Erano sul parabrezza anteriore e posteriore perché avevo appena ricevuto le nuove targhe e non avevo ancora trovato il tempo di forare i fori per fissarle.
17:06 – “Andavamo a cercarli”
Nicole Meilak
L’accusa chiede a Scicluna delle sue armi da fuoco. Dice di aver ottenuto il porto d’armi nell’ottobre 2018, ma di non aver comprato subito un’arma. Andava spesso al poligono di tiro e portava con sé 200 cartucce.
L’avvocata Darlene Grima chiede della strada sterrata che i due percorrevano in auto. “Andavate lì per prendervela con le persone nere?”
Scicluna: “Sì. Vedevamo un immigrato e gli dicevamo qualcosa, da stupidi quali eravamo. So che non ha senso, ma sì, andavamo a cercarli.”
Dice che gli immigrati non gli hanno mai creato alcun problema né fastidio.
16:55 – La corte riprende
Nicole Meilak
Il giudice e i giurati sono tornati in aula. L’avvocata Darlene Grima dell’Ufficio dell’Avvocato Generale porrà domande a Lorin Scicluna.
16:45 – Pausa di 10 minuti
Nicole Meilak
La corte farà una breve pausa. Lorin Scicluna sarà sottoposto al controesame alla ripresa dell’udienza.
16:44 – “La mia vita non è mai stata più la stessa”
Nicole Meilak
Scicluna racconta un episodio in cui ha avuto problemi con l’auto dopo che Fenech l’aveva riempita per sbaglio di gasolio invece che di benzina. Mentre viaggiavano, l’auto si è guastata vicino all’officina di Dylan German. German è cugino di Fenech. Scicluna dice che German li ha aiutati e che da allora sono rimasti in contatto.
Afferma che in un’occasione German gli disse: “Non sarebbe meglio per te sbarazzarti dell’arma e dell’auto?” Scicluna capì allora che Fenech aveva parlato con German di quello che era successo.
Alla domanda sul perché avesse gettato i bossoli, Scicluna risponde che l’arma era sua e che temeva di essere ritenuto responsabile.
Dice che la sua vita non è mai stata più la stessa da quel giorno e che ha trascorso un periodo in carcere.
16:42 – Fenech ha attribuito a Cisse il colpo mortale alla testa, afferma Scicluna
Nicole Meilak
Scicluna afferma che il giorno dopo ha cominciato a chiamare Fenech per sapere cosa intendesse fare riguardo a quanto accaduto. Inizialmente Fenech non rispondeva alle chiamate, ma alla fine ha risposto e i due si sono poi incontrati a Fgura.
Dice che, mentre erano a Fgura, diversi portali di notizie hanno riportato che una persona era stata uccisa a Ħal Far e che altre erano rimaste ferite. Fenech era sconvolto nel leggere che qualcuno era morto. Tuttavia, dopo poco, il suo atteggiamento è cambiato e ha detto a Scicluna: “È colpa sua per essersi abbassato. Se non si fosse abbassato, non l’avrei colpito alla testa.”
Scicluna afferma di aver risposto a Fenech che non era colpa della vittima e che Fenech doveva assumersi tutta la responsabilità, perché era lui ad aver sparato.
Dopo la sparatoria, Scicluna e Fenech hanno continuato a incontrarsi per discutere cosa fare. Fenech ha suggerito a Scicluna di sbarazzarsi dell’arma e dell’auto.
“Per tenere Fenech tranquillo per un po’, ho fatto alcune modifiche all’auto. Ho messo degli adesivi, ho cambiato una portiera e ho fatto qualche altra modifica. Sono anche andato a gettare i bossoli a Delimara. Non volevo sbarazzarmi dell’arma.”
16:36 – Scicluna dice ai giurati di aver tenuto segreto l’omicidio
Nicole Meilak
Lorin Scicluna dice di aver strappato l’arma di mano a Fenech e di aver cominciato a dirgli: “Scarica! Scaricala!”
Afferma che Francesco non mostrava alcuna espressione sul volto, mentre Scicluna cominciava a discutere con lui, dicendogli che aveva sparato loro per nessun motivo.
“Ho cominciato a dirgli: ‘Mi hai tradito! Mi hai tradito!'”
“Non so come sono riuscito a guidare, ma in qualche modo sono tornato all’officina a Paola. Abbiamo continuato a discutere. Ho preso il cellulare e sono andato a casa della mia ragazza.”
“Non ho detto a nessuno quello che era successo, nemmeno alla mia ragazza.”
16:31 – Fenech ha sparato ad altre due persone, afferma Scicluna
Nicole Meilak
Lorin Scicluna dice che, non appena Francesco Fenech ha sparato il primo colpo, ha premuto con forza sull’acceleratore. “Volevo uscire da quella strada.”
“Fenech aveva visto altre due persone, ma io non le avevo viste. All’improvviso ha sparato di nuovo. Ho cominciato a cercare di tirarlo dentro l’auto perché il suo corpo era fuori dal finestrino.”
“Quando sono stati sparati i primi due colpi, eravamo davanti a loro, e quando sono stati sparati gli altri due, li avevamo già superati. Ricordo di aver intravisto dal finestrino e di aver visto che almeno uno di loro era stato sicuramente colpito. Poi ho guardato nello specchietto retrovisore e li ho visti distesi a terra. Doveva sparare a un gatto, ma ha finito per sparare a tre persone.”
16:27 – “Smettila, o sparo anche a te”
Nicole Meilak
Scicluna dice che inizialmente sono andati in una zona ma non hanno visto nessun gatto. Fenech ha poi proposto di guidare verso “il vicolo”, spiegando che intendeva la strada sterrata. A quel punto Scicluna gli ha detto che era tardi e che doveva andare a casa della sua ragazza.
Dice che ha svoltato sulla strada sterrata e che, mentre cominciavano a scendere, Fenech ha detto: “Guarda, c’è un uomo nero laggiù.” Aveva l’arma in mano, afferma Scicluna.
All’improvviso, dal suo sedile, si è sporto verso Scicluna, tenendosi alla portiera vicino al finestrino con una mano, mentre con l’altro braccio è uscito dal finestrino e ha sparato alla vittima.
“È successo tutto in un istante. Ha sparato, ma il primo colpo ha mancato il defunto. Ho visto Lassana abbassarsi. Si è spaventato per il rumore dello sparo. Poi però il secondo colpo lo ha colpito.”
“Ho cominciato a gridare: ‘Che cosa hai fatto? Che cosa hai fatto?’ Ho guardato nello specchietto e ho visto una persona distesa a terra. Non sapevo che fosse morto. Ho cominciato a piangere e a urlare. Ho iniziato a colpire Fenech con la mano. Continuavo a dirgli: ‘Lo hai ucciso! Lo hai ucciso!’ piangendo. Fenech mi ha detto: ‘Smettila, o sparo anche a te.'”
16:24 – Scicluna e Fenech hanno spento i telefoni la sera del delitto
Nicole Meilak
Scicluna dice che, finito il lavoro, ha chiuso il negozio e i due sono andati a casa sua a Paola a prendere la pistola. Scicluna ha detto a Fenech che non poteva stare fuori a lungo perché alle 23 doveva andare a dormire a casa della sua ragazza.
Ha raccontato che le targhe dell’auto di Fenech erano difficili da rimuovere e, non avendo molto tempo, hanno deciso di togliere quelle della sua Starlet.
Ha detto che, mentre era a casa, ha anche preso la pistola e due caricatori. “La pistola era scarica, mentre i caricatori contenevano ciascuno 15 proiettili.”
Ha detto che Fenech è salito in auto e che Scicluna gli ha consegnato la pistola e i caricatori. Fenech li ha tenuti tra le gambe, sul tappetino.
“Visto che la pistola fa rumore, prima di partire abbiamo spento i telefoni, per via della polizia.”
Ha detto che di solito andavano a sparare ai gatti vicino a Zion, a Marsascala, ma essendo weekend ci sarebbe stata molta gente in giro. Hanno quindi deciso di andare invece a Ħal Far.
Ha detto che, mentre si avvicinavano alla caserma delle Forze Armate di Malta a Ħal Far, Fenech ha preso i caricatori e ne ha inserito uno nella pistola.
16:17 – Scicluna e Fenech volevano sparare a un gatto con una pistola
Nicole Meilak
Scicluna ha detto che Fenech aveva una forte avversione per gli immigrati perché, secondo lui, avrebbero preso il controllo di Malta. Tuttavia, Fenech non gli aveva mai fatto capire di volerli danneggiare. “Andavamo a provocarli… da stupidi.”
“Il 6 aprile lavoravo al negozio di pastizzi. Il giorno prima, Fenech aveva litigato con suo padre a causa di una barca e si era confidato con me.”
Scicluna ha detto che, mentre era al lavoro, ha chiamato Fenech per sapere come andavano le cose tra lui e suo padre. “Abbiamo parlato a lungo. Volevo sapere come stava, e mi ha detto che avevano litigato di nuovo.”
Scicluna ha invitato Fenech a passare al negozio, cosa che ha fatto con la sua Volkswagen Golf.
“Ricordo che la mia ragazza era uscita con un’amica per vedere un film. E ricordo che quel giorno Fenech mi ha detto: ‘Andiamo a sparare a un gatto.'”
Scicluna ha detto che i due avevano discusso e pianificato da tempo di sparare un giorno a un gatto con una pistola.
Scicluna ha detto che il 6 aprile ha accettato la proposta di Fenech, ma non subito, a causa del rumore che avrebbe fatto la pistola.
16:11 – Francesco Fenech era l’unico amico di Scicluna
Nicole Meilak
Lorin Scicluna dice di aver detto a Francesco Fenech che dovevano tornare nel punto in cui avevano investito il migrante con l’auto. Fenech si è rifiutato, dice, ma Scicluna è tornato con l’auto di sua madre. Quando è arrivato, la vittima non c’era più. Scicluna ha pensato che non fosse successo nulla.
Scicluna dice di aver chiesto a Fenech di pagare i danni al parabrezza dell’auto, ma non ha mai ricevuto il denaro.
“La mia ragazza di allora si è accorta che era successo qualcosa, ma non le avevo detto la verità. Le ho detto che avevamo avuto una discussione con alcune persone e che avevo guidato verso di loro. Non le ho mai detto cosa aveva fatto Francesco, perché non avrebbe voluto che frequentassi lui. Nemmeno mia madre e mio padre volevano che frequentassi lui,” dice, con la voce che si spezza di nuovo.
Scicluna dice di aver detto a Fenech: “Non sei un uomo. Hai fatto quello che hai fatto alla mia auto.” Scicluna ha detto che si è rifiutato di fare altri giri per Ħal Far con la propria auto.
Fenech gli aveva detto che non intendeva ferire il migrante, ma solo colpirlo leggermente con l’auto per spaventarlo. “Dopo quel giorno, abbiamo fatto circa tre giri per Ħal Far con la sua auto, perché non mi fidavo più di lui.”
Scicluna racconta che i due sono rimasti amici e che Fenech continuava a fargli visita spesso in officina, vicino al negozio di pastizzi e in altri luoghi, perché Fenech non aveva molti amici.
Scicluna afferma anche di averlo cercato in continuazione perché era praticamente l’unico amico che aveva.
16:02 – Fenech ha investito un migrante con l’auto di Scicluna
Nicole Meilak
Dopo l’episodio della bicicletta, Lorin Scicluna ha raccontato che in un’occasione, durante la settimana, è andato in officina dopo il lavoro e Fenech è passato da lui. Sono andati a fare un giro verso Ħal Far per “provocare qualcuno… un immigrato… solo per farlo arrabbiare… comportamento da stupidi, davvero.”
“Ricordo che abbiamo visto un immigrato dirigersi verso Ħal Far mentre scendevamo verso Birżebbuġa. In quel momento la radio sembrava non funzionare bene. Ho cominciato a cercare di inserire bene la chiavetta USB e ho chiesto a Francesco di tenere il volante per un momento. Il migrante non era lontano da noi. Francesco ha girato bruscamente il volante e ha colpito il migrante con il parafango dell’auto. La persona è finita sul parabrezza, che si è frantumato, ed è poi stata sbalzata a terra.”
“Mi sono fatto prendere dal panico… ho guidato il più veloce possibile fino all’officina e durante il tragitto ho discusso con Fenech… un minuto stai guidando, quello dopo hai investito una persona. Non ho chiamato un’ambulanza; sono andato nel panico.”
15:57 – Imputati e amici hanno preso di mira un migrante a Ħal Far
Nicole Meilak
Lorin Scicluna racconta di un momento in cui è andato a caccia con Jason Green e Francesco Fenech. I tre stavano guidando a Ħal Far quando hanno avvistato un migrante in bicicletta.
“Abbiamo deciso di prendercela con lui, solo per stupidità. Mentre ci avvicinavamo, gli abbiamo urlato contro. Il migrante si è arrabbiato con noi e ha cominciato a pedalare più veloce che poteva per inseguirci.”
Scicluna ha detto di aver accostato e fermato l’auto. Il migrante ha abbandonato la bicicletta, ha raccolto delle pietre e ha cominciato a lanciarle contro di loro. Scicluna ha detto che Green ha sbattuto a terra la bicicletta, e poi si sono allontanati dal luogo.
15:53 – Lorin Scicluna ammette di aver mentito alla polizia
Nicole Meilak
L’imputato cita Jason Green, un suo amico. Dice di conoscerlo da tempo e di giocare con lui ai videogiochi. Quando Scicluna ha ottenuto la patente, i due andavano a caccia, a volte accompagnati da Francesco Fenech.
Alla domanda sulla sua prima deposizione alla polizia, Lorin Scicluna dice di aver inventato la storia perché non voleva denunciare Fenech. Racconta ai giurati di aver alla fine ammesso la verità alla polizia.
“La polizia non mi credeva. Continuavo a dire che non avevo sparato, ma c’era un sergente con cui mi sentivo più a mio agio. Mi ha detto di dire chi aveva sparato, così che si potesse fare giustizia. Lo ha ripetuto molte volte.”
“Gli ho detto che non volevo dirglielo, ma che non ero stato io a farlo. Poi gli ho detto che era stato Francesco a sparare. Mi sono sentito sollevato… pensavo che la polizia sarebbe andata da lui e lui avrebbe detto cosa era successo o no, ma non è andata così.”
15:44 – Lorin Scicluna è diventato amico di Francesco Fenech dopo la morte del suo migliore amico
Nicole Meilak
Lorin Scicluna, visibilmente nervoso, dice ai giurati di avere 29 anni e di vivere con il padre e il fratello a Paola. Al momento del delitto aveva una relazione di due anni e trascorreva del tempo con lei.
Dice di essersi interessato all’addestramento, alle armi e alle auto. Aveva il porto d’armi per tutte le sue armi da fuoco, che comprendevano una carabina ad aria compressa e due pistole che teneva sotto il letto.
Quando è entrato nelle forze armate, ha fatto molti nuovi amici, ma il 3 settembre 2018 il suo migliore amico è annegato in mare. “Non riuscivo a credere che fosse morto”, dice, mentre la voce si incrina leggermente.
Dopo questo, è diventato amico di Francesco Fenech, anche lui appassionato di armi da fuoco. Fenech viene processato separatamente per lo stesso omicidio.
15:36 – Lorin Scicluna deporrà
Nicole Meilak
L’accusa non ha altre prove da presentare. Il prossimo testimone è Lorin Scicluna, l’uomo accusato dell’omicidio.
15:23 – La corte è in udienza
Nicole Meilak
La giudice è uscita dalla sua camera. Per prima cosa affronta alcune questioni procedurali relative ai verbali dei sopralluoghi effettuati in precedenza.
14:25 – Buon pomeriggio
Nicole Meilak
Benvenuti alla diretta di oggi. La nostra cronista giudiziaria, Clara Farrugia, è tornata nell’aula 22 per seguire il processo.
Mercoledì, in mattinata, i giurati sono stati portati nel luogo in cui Lassana Cisse fu colpito a morte nell’aprile 2019. Potete leggere la nostra copertura dei sopralluoghi qui.
Fonte: Times of Malta: https://timesofmalta.com/article/live-jurors-continue-hear-evidence-lorin-scicluna-trial.1136279