Le donazioni fatte a enti che non erano fondazioni sono state dichiarate nulle, poiché effettuate senza atto pubblico.
Un’organizzazione religiosa e gli eredi di un ex vescovo sono stati condannati a restituire 285.000 euro donati loro da una donna, poiché le donazioni erano state effettuate senza atto pubblico.
La controversia riguardava una serie di pagamenti sostanziosi effettuati da Carmela Tabone a Gesu fil-Proxxmu e alla Emanuel Barbara Mission a Malindi.
La Prima Sezione della Corte Civile ha emesso la sentenza nella causa intentata originariamente da Catherine Tabone, nominata curatrice della zia Carmela nel dicembre 2017.
Carmela Tabone, interdetta, è deceduta nel novembre 2021, mentre il procedimento era ancora in corso. La sua erede, Itala Concetta Tabone, ha successivamente preso in carico la causa.
La curatrice di Tabone ha sostenuto che i pagamenti erano donazioni e quindi nulli perché non erano stati effettuati tramite atto pubblico, come richiesto dal Codice Civile.
I pagamenti contestati ammontavano inizialmente a 355.000 euro.
Il tribunale ha infine distinto tra i pagamenti effettuati alle organizzazioni che qualificavano come fondazioni e quelli che non lo facevano.
171.000 euro a Ġesù fil-Proxxmu
La parte più consistente della controversia riguardava tre pagamenti per un totale di 171.000 euro effettuati a Ġesù fil-Proxxmu. Si trattava di un pagamento di 150.000 euro nel giugno 2013, uno di 5.000 euro nel novembre 2013 e uno di 16.000 euro nel novembre 2014.
Gesù fil-Proxxmu ha sostenuto di essere una fondazione registrata e di aver agito semplicemente da intermediario per beneficiari terzi. Il tribunale ha respinto questa tesi perché il gruppo non ha potuto dimostrare lo status di fondazione all’epoca dei fatti, e i pagamenti erano stati effettuati direttamente all’organizzazione stessa come donazione.
Il tribunale ha stabilito che tali somme erano troppo elevate per essere considerate piccoli doni esenti dai requisiti legali formali. Poiché le donazioni non erano state eseguite tramite il richiesto atto pubblico, sono state dichiarate nulle, con conseguente obbligo di rimborso integrale dei fondi.
Altri 114.000 euro
Il tribunale è giunto a una conclusione simile riguardo a due pagamenti effettuati alla Emanuel Barbara Mission a Malindi.
Si trattava di 64.000 e 50.000 euro, entrambi versati il 26 giugno 2013.
Il tribunale ha stabilito che i due pagamenti, per un totale di 114.000 euro, erano doni fatti senza nulla in cambio, il che li qualifica ufficialmente come donazioni ai sensi del Codice Civile. Poiché mancavano del richiesto atto pubblico formale e non rientravano in alcuna eccezione, il tribunale ha dichiarato nulle le donazioni e ha ordinato agli eredi di Emanuel Barbara di rimborsare l’intera somma.
Altre donazioni non sono state richieste indietro
Un pagamento di 23.000 euro alla Ghana Mission Foundation, ora nota come HopeXchange Malta Foundation, è stato trattato come una dotazione a una fondazione. Il tribunale ha respinto la richiesta relativa ai 23.000 euro, stabilendo che l’organizzazione era ufficialmente riconosciuta come fondazione all’epoca, il che esentava legalmente il pagamento dal requisito dell’atto pubblico formale.
La stessa conclusione è stata raggiunta riguardo a quattro pagamenti a Dar tal-Providenza, per un totale di 47.000 euro. Il tribunale ha respinto le richieste relative a Dar tal-Providenza, stabilendo che, in quanto fondazione, i suoi pagamenti costituivano valide dotazioni per scopi caritatevoli. Separatamente, Mission Fund è stata esclusa dalla causa, poiché nessuno dei pagamenti contestati era ad essa collegato.
Nella sua decisione finale, il tribunale ha ordinato la restituzione di un totale di 285.000 euro all’erede di Carmela Tabone, di cui 171.000 euro da Ġesù fil-Proxxmu e 114.000 euro dagli eredi di Emanuel Barbara. Nel frattempo, HopeXchange e Dar tal-Providenza hanno potuto trattenere i propri fondi.
La causa è stata presieduta dal giudice Henri Mizzi.
Gli avvocati Jose Herrera e David Camilleri sono comparsi per Catherine Tabone.
Fonte: Times of Malta: https://timesofmalta.com/article/court-orders-return-285000-donated-public-deeds.1134477
Immagine generata con AI – Gazzetta di Malta