Il nuovo corso, che partirà a ottobre 2026, è stata una delle raccomandazioni chiave del Commissario per l’Istruzione dell’Ufficio dell’Ombudsman a seguito dell’indagine dello scorso anno. Foto d’archivio.
L’Università di Malta ha lanciato un nuovo diploma post-laurea che consentirà a centinaia di insegnanti colpiti da un errore amministrativo di aggiornare le proprie qualifiche.
Il nuovo Postgraduate Diploma in Teaching and Professional Practice (MQF Livello 7) fa seguito a un’indagine dell’Ombudsman che ha rilevato come circa 400 diplomati PGCE fossero stati erroneamente classificati, dopo che la loro qualifica era stata registrata per sbaglio come titolo post-laurea tra il 2010 e il 2013.
Un’indagine condotta lo scorso anno dal Commissario per l’Istruzione dell’Ufficio dell’Ombudsman aveva accertato che ai diplomati era stato consegnato un certificato accademico errato e che non erano mai stati informati dello sbaglio, dopo che la qualifica PGCE era stata “erroneamente registrata come titolo di secondo ciclo”.
Martedì, l’Università di Malta ha annunciato l’avvio del nuovo Postgraduate Diploma in Teaching and Professional Practice (MQF Livello 7), offrendo ai diplomati PGCE idonei la possibilità di aggiornare la propria qualifica attraverso un programma flessibile.
L’università ha fatto riferimento al Parere Finale del Commissario, rilevando che il diploma viene introdotto sulla base della raccomandazione secondo cui un corso integrativo dovrebbe essere offerto a tutti i titolari del PGCE colpiti dalla classificazione errata della loro qualifica.
Il programma prenderà il via a ottobre 2026 ed è stato concepito per venire incontro agli insegnanti già in servizio. I partecipanti potranno completare i 60 crediti ECTS richiesti nell’arco massimo di sei anni accademici, continuando a svolgere la propria attività lavorativa.
L’Università ha inoltre confermato che il programma è ammissibile nell’ambito del Get Qualified del Governo.
L’Ufficio dell’Ombudsman ha accolto con favore questo sviluppo definendolo un “esito positivo” per i docenti coinvolti e un esempio di come le indagini dell’Ombudsman possano contribuire a “soluzioni pratiche che affrontano le carenze amministrative salvaguardando al contempo l’equità e gli standard accademici”.