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Malta, linee guida anti-inquinamento luminoso ferme da sei anni

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Le autorità non hanno indicato una data di pubblicazione per le linee guida sull’inquinamento luminoso, mentre le ONG chiedono interventi contro l’illuminazione artificiale eccessiva. Foto d’archivio.

A sei anni dall’apertura della consultazione pubblica sulle linee guida per la riduzione dell’inquinamento luminoso, il documento resta inedito e non è stata annunciata alcuna data di pubblicazione.

L’Environment and Resources Authority (ERA) e la Planning Authority (PA) avevano aperto una consultazione pubblica sulle Guidelines for the Reduction of Light Pollution in the Maltese Islands.

La consultazione si è chiusa nell’agosto di quell’anno, ma le linee guida non sono ancora state pubblicate.

Interpellata dal Times of Malta su quando il documento sarà emanato, l’ERA ha risposto: “L’Autorità, insieme alla Planning Authority, sta lavorando alla pubblicazione delle Procedure Operative per la Riduzione dell’Inquinamento Luminoso”.

Ha aggiunto: “A seguito del processo di consultazione pubblica, la bozza del documento è stata revisionata e affinata per garantirne la massima efficacia”.

L’autorità non ha però fornito una data di pubblicazione.

Il ritardo arriva mentre un gruppo di associazioni ha chiesto alle autorità di affrontare il problema dell’inquinamento luminoso e di pubblicare le attese linee guida.

Le organizzazioni hanno anche chiesto l’istituzione di aree ufficiali Dark Sky Heritage a Malta, analoghe a quelle di Dwejra, Gozo e Comino.

Tra le altre proposte figurano piani di gestione dell’illuminazione per i principali siti a forte emissione luminosa, tra cui l’aeroporto, il Freeport, i terminal del Gozo Channel e i parcheggi gestiti da Transport Malta.

Il gruppo ha affermato che dovrebbero essere offerti incentivi finanziari a imprese e residenti per sostituire l’illuminazione esistente, mentre andrebbero vietate l’illuminazione eccessiva delle facciate e le luci di sicurezza non correttamente schermate.

Appello per “multe significative”

Ha inoltre proposto “multe significative” per cartelloni pubblicitari eccessivamente luminosi, fari rivolti verso l’alto e illuminazioni particolarmente intense lasciate accese per tutta la notte. Anche le luci LED visibili che si estendono oltre il confine della proprietà privata dovrebbero essere sanzionate, ha aggiunto.

Le ONG hanno inoltre proposto la creazione di un’autorità indipendente per l’inquinamento luminoso, separata dalla polizia, con poteri di ispezione, gestione dei reclami, comminazione di sanzioni e tenuta di un registro dei casi aperti e chiusi.

Hanno anche chiesto una campagna di sensibilizzazione pubblica sui potenziali effetti dell’inquinamento luminoso sulla salute umana e sulla fauna selvatica, citando i collegamenti con obesità, disturbi del sonno, depressione, diabete e cancro al seno.

Interpellate sull’eventuale considerazione delle proposte, le autorità hanno risposto: “Le proposte presentate sono state valutate insieme a tutti gli altri contributi ricevuti durante il processo di consultazione e hanno contribuito alla revisione del documento”.

Le preoccupazioni per l’illuminazione artificiale a Malta sono state sollevate anche dall’astrofisico Joseph Caruana, che studia il cielo notturno e l’inquinamento luminoso da nove anni.

Caruana ha sottolineato che l’inquinamento luminoso può incidere sulla sicurezza stradale, sulla salute umana, sull’estetica degli edifici, sulla visione del cielo notturno e sulle popolazioni di insetti.

Le sue ricerche indicano che Malta è tra i Paesi più colpiti dall’inquinamento luminoso e che il problema è in peggioramento.

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