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Malta

La famiglia di Bernice Cassar chiede di intervenire nella causa di contestazione della legge sul femminicidio

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Roderick Cassar è la prima persona ad essere accusata in base alla legge sul femminicidio. Foto: Facebook

La famiglia della donna uccisa, Bernice Cassar, ha presentato un’istanza con la quale chiede di intervenire in un procedimento costituzionale presentato dal marito della defunta, Roderick, sulla nuova legge sul femminicidio, che sostiene essere altamente discriminatoria, sessista e totalmente controproducente.

I familiari della madre di due bambini, che il 22 novembre scorso si trovava fuori dal suo posto di lavoro a Corradino, erano presenti in tribunale giovedì alla prima udienza del procedimento costituzionale presentato dall’uomo accusato del suo omicidio.

Roderick Cassar è stato accusato del reato di femminicidio aggravato, introdotto dal Codice penale lo scorso giugno, che lo rende passibile di una pena più severa.

Il mese scorso, i suoi avvocati hanno presentato un’istanza presso la Prima Sala del Tribunale Civile, nella sua giurisdizione costituzionale, sostenendo che, in base alla nuova legge, l’imputato è stato svantaggiato semplicemente perché la vittima era una donna.

Ne consegue logicamente che l’omicidio di un uomo è ora considerato meno grave di quello di una donna, mentre tutte le parti nella stessa identica posizione dovrebbero essere trattate allo stesso modo.

La modifica legale ha anche eliminato la possibilità per la difesa di invocare la “passione improvvisa” quando sussistevano uno o più fattori aggravanti e il crimine rientrava quindi nel concetto di femminicidio.

Quando il caso è iniziato giovedì, la difesa è stata informata della richiesta della famiglia della vittima di intervenire nel procedimento.

Essi avevano presentato un’istanza in tal senso a nome di Joseph Cilia e degli altri membri della famiglia di Bernice.

L’avvocato di Cassar, Franco Debono, ha immediatamente dichiarato di opporsi alla richiesta, ma che avrebbe motivato dettagliatamente le proprie obiezioni in una risposta scritta da depositare agli atti del processo entro 10 giorni.

Il tribunale, presieduto dal giudice Anna Felice, dovrebbe pronunciarsi sulla questione in camera di consiglio.

Quando l’udienza stava per concludersi, il ricorrente è stato scortato in aula dal deposito da guardie di sicurezza armate.

In considerazione della sua tardiva comparsa, il giudice ha verbalizzato che il ricorrente aveva il diritto di essere presente in tempo per la sua causa costituzionale, richiamando l’attenzione delle autorità carcerarie su questo punto.

Il caso prosegue a giugno.

L’avvocato Julian Farrugia ha rappresentato l’Avvocatura dello Stato. Gli avvocati Franco Debono, Arthur Azzopardi, Marion Camilleri e Jacob Magri assistono Cassar. Gli avvocati Marita Pace Dimech, Rodianne Sciberras e Ann Marie Cutajar hanno rappresentato la famiglia della vittima.

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