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Malta

Intrigo a Identità Malta: testimonianze false e funzionari sotto inchiesta

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Uno scandalo senza precedenti scuote l’agenzia Identità, responsabile di documenti cruciali come carte d’identità, passaporti e permessi di soggiorno. Due funzionari sono finiti sotto inchiesta dopo aver fornito testimonianze “totalmente contrastanti” in un caso contro un cittadino egiziano, Moustafa Ata Moussa Darwish, accusato di aver mentito sull’essere sposato con una donna inglese per ottenere un permesso di soggiorno a Malta.

Tutto è iniziato quando il giudice Kevan Azzopardi ha ordinato al commissario di polizia di indagare su queste testimonianze discordanti. Da una parte, Stefano Rodoligo, direttore delle informazioni, ha affermato di aver chiesto a Isaac Micallef della sezione Expats di cercare il file dell’accusato negli archivi dell’agenzia. Dall’altra, Micallef ha negato di aver trovato tale file, né nel sistema né negli archivi.

“Sei sicuro?”  ha chiesto perplesso il giudice, richiamando Micallef in aula per chiarimenti. Micallef ha ribadito di non aver mai trovato il file richiesto.

La questione si complica ulteriormente con la testimonianza di una donna inglese che l’accusato sosteneva essere sua moglie. La donna ha raccontato di aver ricevuto una chiamata nel 2022 da un funzionario di Identity Malta che le chiedeva se avesse sponsorizzato un familiare per venire a Malta. La sua risposta è stata un netto no. “La chiamata è arrivata dal nulla,”  ha detto, aggiungendo che il funzionario le aveva chiesto di confermare via email.

In seguito, l’ispettore Lara Butters dell’Unità Immigrazione l’ha contattata chiedendo ulteriori dettagli sulla sua presunta relazione con l’egiziano. La donna, che si è trasferita a Malta nel 2020 dopo un divorzio da un cittadino britannico, ha negato qualsiasi connessione con il cittadino egiziano o con l’Egitto.

L’indagine interna all’agenzia Identità ha rivelato che diversi cittadini egiziani avevano ottenuto permessi di soggiorno dichiarando falsamente di avere coniugi britannici. “Non c’era nessun file, solo una richiesta nel computer,” ha spiegato l’ispettore Butters.

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Moustafa Ata Moussa Darwish è arrivato a Malta nel 2018 come migrante irregolare. Tuttavia, nel 2022 ha viaggiato a Istanbul con un passaporto egiziano e un permesso di soggiorno maltese, ha testimoniato l’ispettore Hubert Gerada. La sua richiesta di asilo è stata respinta e ora è in fase di appello. Nonostante il permesso fosse stato revocato, la difesa sostiene che l’agenzia Identità abbia agito prematuramente.

Alla fine dell’udienza, il tribunale ha concesso la libertà su cauzione, con una garanzia di 5.000 euro da parte del datore di lavoro dell’accusato, oltre a una garanzia personale di 10.000 euro.

Foto: [Archivio Times Of Malta]