Un giovane di appena 21 anni, originario di Birżebbuġa, è finito davanti al giudice con accuse gravissime: possesso aggravato di cocaina ed eroina e sospetto riciclaggio di denaro. Ma non è finita qui. Quando è stato fermato dalla polizia, aveva con sé ben 30 bustine sospette e oltre 1.100 euro in contanti. E ora rischia grosso.
Jake Azzopardi è stato arrestato a Gżira, colto sul fatto mentre parlava con due persone lungo Triq Turu Rizzo. Un normale controllo di routine si è trasformato in un’operazione ben più seria quando gli agenti, insospettiti, hanno deciso di intervenire e perquisirlo. Quello che hanno trovato ha confermato i sospetti più gravi.
Il responsabile dell’indagine, l’ispettore Francesco Mizzi, ha riferito in aula che il giovane era in possesso di 30 confezioni contenenti sostanze sospette e una somma in contanti pari a 1.100 euro. Indossava anche un vistoso anello d’oro, dettaglio che non è passato inosservato.
Azzopardi è stato incriminato davanti al magistrato Jean Paul Grech con l’accusa di possedere cocaina ed eroina in circostanze che escludono l’uso personale. Le accuse includono anche guida senza patente né assicurazione, riciclaggio di denaro e recidiva.
Il pubblico ministero Julian Scicluna, in rappresentanza dell’Attorney General, si è opposto alla concessione della libertà su cauzione, sottolineando che l’imputato è disoccupato, ha precedenti penali e rischia di commettere altri reati. Secondo l’accusa, la quantità e il confezionamento delle sostanze indicano chiaramente l’intento di spaccio.
Non solo: l’avvocato dell’AG ha aggiunto che Azzopardi ha già subito condanne per violazioni al codice della strada e che, pur avendo la patente sospesa, continuava a guidare.
La difesa, rappresentata da Franco Debono, ha controbattuto che, grazie agli ultimi emendamenti all’ordinanza sulle droghe pericolose, è possibile ottenere la libertà vigilata se la condanna non supera i due anni e si tratta della prima infrazione. Secondo l’avvocato, la quantità di droga era limitata e la legge punta più alla riabilitazione che alla repressione.
Debono ha inoltre fatto notare che Azzopardi non è stato formalmente accusato di spaccio, quindi non ci sarebbero “vittime” nel caso in questione.
Nonostante gli sforzi della difesa, il tribunale ha rigettato la richiesta di libertà provvisoria. Jake Azzopardi resterà in custodia cautelare.
L’avvocata Adriana Zammit ha assistito anch’essa l’imputato nel corso dell’udienza.
Foto: Matthew Mirabelli