venerdì, Giugno 14, 2024
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Cinque cose da tenere d’occhio quando inizierà lo spoglio dei voti

Lo spoglio dei voti è iniziato domenica mattina e i risultati sono attesi nel corso della giornata. Foto di archivio: Matteo Mirabelli

Con lo spoglio dei voti di domenica cala il sipario sulle elezioni del Parlamento europeo di quest’anno, e per gli accoliti dei partiti e gli analisti da poltrona si prospetta un’intensa giornata di analisi dei numeri.

Ecco cinque cose da tenere d’occhio man mano che i risultati arrivano:

1. Il divario tra i partiti

Il Partito Nazionalista spera di ridurre drasticamente il divario tra i due partiti principali, che ha superato i 35.000 voti quando i laburisti hanno riconquistato il potere nel 2013 e che da allora non si è quasi più ridotto.

Il divario durante le elezioni europee del 2019 è stato particolarmente triste per i sostenitori del PN, con il PL che ha vinto con una maggioranza di quasi 43.000 voti, una differenza del 16% tra i due partiti.

Questa differenza è scesa leggermente a poco più del 13%, o quasi 39.500 voti, nelle elezioni generali di tre anni dopo, ma si prevede che il divario si assottiglierà ulteriormente questa volta. Recenti sondaggi indicano che i laburisti sono in vantaggio e potrebbero vincere con 30.000 voti.

Si tratterebbe della vittoria più stretta del Labour al Parlamento europeo dal 2004, quando vinse con poco meno del 9% dei voti, ovvero circa 21.000 voti.

All’epoca quel risultato fu descritto come una frana, ma quest’anno sarebbe probabilmente accolto a braccia aperte dal PN, viste le fortune elettorali dei due partiti nell’ultimo decennio.

2. I laburisti riusciranno a mantenere il loro quarto seggio?

I sei seggi di Malta sono sempre stati equamente divisi tra i due partiti, fino a quando, nel 2019, la bilancia si è ribaltata a favore del Labour, che è riuscito a conquistare un quarto seggio a spese del PN.

È improbabile che si ripeta una simile situazione e tutto lascia pensare che si riprenda la normalità, se le previsioni dei sondaggi si riveleranno esatte.

Con la quota necessaria per eleggere un candidato che dovrebbe aggirarsi tra i 35.000 e i 40.000 voti, i laburisti avrebbero probabilmente bisogno di ripetere la performance del 2019 per mantenere il quarto seggio.

I sondaggi suggeriscono che, mentre i laburisti riusciranno quasi certamente a conquistare i loro consueti tre seggi, potrebbero non riuscire a conquistarne un quarto.

Se i laburisti non riusciranno a mantenere il quarto seggio, il PN sembra essere la destinazione più probabile, con i sondaggi che suggeriscono che la quota di voti del partito è appena inferiore alla quota del terzo. A meno che…

3. L’ascesa dei candidati indipendenti

Le elezioni di quest’anno vedono la partecipazione senza precedenti di 13 candidati indipendenti, più che in qualsiasi altro momento della storia politica recente di Malta.

In realtà, si prevede che pochi di loro incideranno sul risultato finale. Il sindaco di Gżira, Conrad Borg Manchè, e il comico James Ryder potrebbero raccogliere qualche voto dagli elettori più giovani, mentre il blogger Simon Mercieca e l’ex deputato del PN, Edwin Vassallo, si rivolgono agli elettori conservatori più anziani.

Ma l’unico candidato indipendente che sembra avere una possibilità di vincere un seggio è il veterano Arnold Cassola, la cui impennata nei sondaggi lo ha visto salire al primo posto a Malta.

Sebbene ciò suggerisca che Cassola potrebbe essere il cavallo nero di queste elezioni, la sua elezione è tutt’altro che semplice.

I suoi sondaggi sono ancora inferiori a quelli del 2004, quando arrivò a un soffio dal vincere un seggio come candidato dell’AD, ma alla fine non ci riuscì. Inoltre, i sondaggi mostrano che le sue preferenze al primo scrutinio sono ben al di sotto della quota elettorale, il che significa che dovrebbe ereditare una buona fetta di voti da altri candidati per ottenere un seggio. Con i voti ereditati che spesso si distribuiscono secondo le linee di partito, Cassola si trova di fronte a una battaglia in salita.

Tuttavia, una buona performance segnerebbe una prima storica: nelle precedenti elezioni europee, infatti, i candidati indipendenti non sono mai riusciti a racimolare più del 2% dei voti.

4. Quale sarà l’affluenza alle urne?

Il destino del sesto e ultimo seggio di Malta al Parlamento europeo potrebbe dipendere dal numero di persone che si presenteranno a votare.

L’affluenza alle urne tende a essere più bassa per le elezioni europee rispetto alle elezioni politiche, ma l’affluenza per entrambe è andata gradualmente diminuendo nel corso degli anni.

A complicare ulteriormente le cose, questa volta è intervenuta la Commissione elettorale, il che significa che un confronto diretto con le elezioni precedenti sarà possibile solo quando domenica verrà reso noto il dato totale e definitivo sull’affluenza.

Al momento in cui scriviamo, l’unico dato di affluenza disponibile era quello provvisorio fino alle 14:00, quando poco meno del 43% degli elettori aveva espresso il proprio voto. I seggi hanno chiuso alle 22.00.

Alle prime elezioni europee di Malta, nel 2004, aveva votato poco più dell’82% degli aventi diritto. La percentuale è scesa di 10 punti percentuali nel 2019, quando poco meno del 73% degli elettori ha partecipato alle elezioni.

Questa volta la percentuale potrebbe scendere ulteriormente. Uno studio di Eurobarometro condotto all’inizio di quest’anno ha rilevato che solo gli elettori maltesi sono propensi a votare, mentre un altro sondaggio più recente ha rilevato che i giovani non parteciperanno alle elezioni.

Ma nelle ultime settimane l’affluenza prevista è aumentata, come spesso accade quando la campagna elettorale entra nel vivo.

Un recente sondaggio del Times of Malta ha previsto che l’affluenza si aggirerà probabilmente intorno al 73%, allineandosi ai dati del 2019. I laburisti saranno particolarmente desiderosi di vedere questo aumento, dato che si ritiene che la maggior parte delle persone che hanno intenzione di astenersi si trovino in distretti a maggioranza laburista, il che significa che un’affluenza più alta potrebbe significare una vittoria più ampia per il partito. Non sorprende che i laburisti abbiano concentrato gran parte dei loro sforzi durante la campagna elettorale sulla diffusione del voto.

5. Come si comporterà l’estrema destra?

Si prevede che i partiti di estrema destra otterranno una performance più forte che mai in tutta Europa: secondo le stime, l’estrema destra potrebbe ottenere quasi 170 dei 720 seggi in parlamento una volta terminati i conteggi in tutti gli Stati membri.

Resta da vedere se anche a Malta l’estrema destra, rappresentata in modo particolare da Imperium Europa di Norman Lowell, otterrà un’ottima performance.

Lowell è uno dei pochi candidati ad aver partecipato a tutte e cinque le elezioni maltesi per l’elezione del Parlamento europeo, con il partito che ha migliorato la sua performance ogni volta, passando dai miseri 1.600 voti del 2004 agli oltre 8.000 del 2019, quando ha ottenuto il 3% dei voti totali.

I sondaggi pre-elettorali di questa volta non indicano che il partito possa aumentare drasticamente la sua quota di voti, ma è noto che i partiti di estrema destra ottengono risultati migliori alle elezioni di quanto non facciano alle urne.

Alcuni attribuiscono questo fenomeno all’effetto Bradley, una teoria che prende il nome da un sindaco americano di colore, Tom Bradley, che nel 1982 perse le elezioni governative contro il suo omologo bianco, nonostante fosse in testa nei sondaggi. Questa teoria suggerisce che gli elettori possono vergognarsi di ammettere ai sondaggisti di sostenere un partito di estrema destra, per paura di essere considerati razzisti. Di conseguenza, i sondaggi spesso sottostimano la reale popolarità dell’estrema destra.

Se questo si rivelerà o meno il caso di Malta è un’ipotesi da non scartare, ma diventerà presto evidente una volta aperte le urne domenica mattina.

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