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Malta

Belfast via libera all’estradizione di madre e figlio verso il Regno Unito

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Una madre e suo figlio avevano presentato numerose difese, ma il tribunale ha stabilito che nulla impedirà il loro ritorno nel Regno Unito.

Un tribunale ha dato il via libera all’estradizione di una madre e di suo figlio, ricercati dalle autorità dell’Irlanda del Nord in relazione a gravissime accuse.

Liam Kieran Schembri McElhatton, 27 anni, e sua madre Stephanie Bernardine Rita Joseph Schembri McElhatton si trovano attualmente a Belfast. L’uomo è ricercato per sei capi d’accusa di aggressione, due di stupro e uno di lesioni personali su un parente che, all’epoca dei fatti, era minorenne. La donna è invece ricercata per presunta aggressione e per aver causato lesioni fisiche al suo altro figlio.

I due sono stati arrestati in seguito a un Mandato d’Arresto emesso ai sensi del Trade and Cooperation Agreement (TACA). Entrambi hanno rifiutato di acconsentire alla loro estradizione e hanno sollevato diverse eccezioni difensive.

Liam Kieran Schembri McElhatton e la madre hanno sostenuto che il mandato d’arresto e la documentazione fornita non offrivano sufficiente trasparenza per potersi difendere adeguatamente, che non vi era alcuna garanzia di ricevere il trattamento medico necessario per le loro condizioni mentali e che le condizioni carcerarie avrebbero violato i loro diritti umani fondamentali, compreso il diritto a non subire tortura o trattamenti inumani o degradanti, tra le altre argomentazioni.

Il tribunale ha tuttavia stabilito che vi fosse abbastanza materiale informativo per procedere con l’estradizione e ha respinto tutte le difese avanzate.

I giudici hanno osservato che gli imputati avevano richiesto una perizia medica per determinare l’eventuale presenza di disturbi psicologici.

Un rapporto redatto da uno psichiatra consulente ha concluso che Liam Kieran Schembri McElhatton aveva subito una valutazione psicologica approfondita.

“La presentazione clinica e la sintomatologia sono coerenti con una diagnosi di Disturbo Post-Traumatico da Stress (PTSD), che si manifesta con forte disagio, comportamenti di evitamento e difficoltà nella regolazione emotiva e nelle relazioni sociali. Tale diagnosi deve essere presa in considerazione sia per le necessità attuali di salute mentale, sia nel contesto del procedimento legale in corso”, si legge nelle conclusioni.

L’esperto nominato dal tribunale ha inoltre testimoniato che il trattamento necessario per l’uomo è disponibile nella maggior parte dei Paesi e può essere somministrato anche in stato di detenzione.

L’Ufficio del Crown Solicitor ha confermato che le strutture carcerarie dell’Irlanda del Nord dispongono di équipe multidisciplinari di salute mentale con personale specializzato, inclusi psichiatri e psicologi consulenti.

Il tribunale ha quindi stabilito che, sulla base della testimonianza dello psichiatra consulente e delle informazioni ricevute, l’estradizione di Schembri McElhatton verso l’Irlanda del Nord non rappresenterà alcun rischio per la continuità del trattamento medico della sua condizione.

È stata respinta anche la tesi secondo cui le condizioni carcerarie violerebbero i suoi diritti: la documentazione presentata offriva infatti solo un quadro generico sulle prigioni di Maghaberry e Magilligan, mentre una dichiarazione ufficiale prodotta in aula confermava che tali strutture sono adeguatamente attrezzate per fornire i trattamenti medici necessari. Inoltre, non è stato menzionato alcun terzo possibile centro di detenzione.

Nel suo verdetto, il tribunale ha fatto proprie le raccomandazioni formulate dallo psichiatra consulente, che includono interventi psicologici, terapia farmacologica, monitoraggio costante e ulteriori valutazioni periodiche.

Per quanto riguarda la madre, lo psichiatra consulente ha concluso che “sebbene siano evidenti segni di disagio psicologico e sintomi legati all’ansia, la valutazione attuale non conferma la presenza di una condizione psichiatrica distinta o grave tale da compromettere il funzionamento o la capacità legale dell’individuo. Si raccomandano ulteriori approfondimenti diagnostici con un accesso più ampio alle informazioni disponibili, per chiarire eventuali problematiche di salute mentale in evoluzione”.

Anche in questo caso, il consulente ha testimoniato che il trattamento necessario è disponibile nella maggior parte dei Paesi, e l’Ufficio del Crown Solicitor ha confermato che tali cure possono essere fornite presso la struttura carceraria.

Il tribunale, anche per la madre, ha accolto e riportato integralmente le raccomandazioni dello psichiatra nella propria decisione.

La Court of Committal ha dunque dichiarato che il ritorno di Liam e di sua madre Stephanie non è ostacolato da alcun impedimento legale e ha ordinato che restino in custodia in attesa della loro estradizione nel Regno Unito.

I due sono stati informati che non saranno consegnati al Regno Unito prima che siano trascorsi sette giorni, durante i quali potranno presentare appello o ricorso.

Il tribunale ha inoltre disposto che le raccomandazioni formulate dallo psichiatra consulente vengano portate all’attenzione delle autorità richiedenti l’estradizione.

L’udienza è stata presieduta dal magistrato Leonard Caruana.

Gli avvocati Daphne Baldacchino e Maria Zerafa Le Gros sono comparsi per la Central Authority, mentre l’avvocato Axl Camilleri ha rappresentato gli imputati.

Foto d’archivio.

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